SERIE A – Rizzoli espelle la Lazio!

SERIE A – Rizzoli espelle la Lazio!

Minuto 15, Candreva perde palla a centrocampo, De Sciglio scatena El Shaarawy sulla fascia, l’attaccante rossonero salta Biava e prepara il tiro, ma viene toccato da Candreva. Rizzoli fischia, ma non sa che decisione prendere. I giocatori delle due squadre lo accerchiano, San Siro protesta, lui ci pensa 90 secondi,…

Minuto 15, Candreva perde palla a centrocampo, De Sciglio scatena El Shaarawy sulla fascia, l’attaccante rossonero salta Biava e prepara il tiro, ma viene toccato da Candreva. Rizzoli fischia, ma non sa che decisione prendere. I giocatori delle due squadre lo accerchiano, San Siro protesta, lui ci pensa 90 secondi, confabula con l’arbitro di porta attraverso l’auricolare, poi decide: punizione dal limite ed espulsione di Candreva, nonostante Dias fosse in recupero sul Faraone. Ridurre un’intera partita ad un singolo episodio non è (quasi) mai giusto, anche perché nel primo quarto d’ora il Milan aveva preso possesso della gara con lo scatenato El Shaarawy, vero e proprio incubo per l’esordiente titolare Pereirinha. Dal 15′ in avanti, però, la partita è ulteriormente cambiata e il piano tattico preparato da Petkovic per l’atteso esame Champions della Lazio è inevitabilmente naufragato. «A San Siro a testa alta, per controllare il gioco e vincere», aveva annunciato il tecnico di Sarajevo alla vigilia. E in effetti la Lazio ci prova, almeno nei primi minuti, prima dell’opinabile decisione del signor Rizzoli. Il punto debole del Milan è semplice da individuare: il centro della difesa. Orfano di Mexes, unico centrale in grado di aiutare l’impostazione del gioco, Allegri sceglie la coppia colombiana Zapata-Yepes, tutto fuorché fenomeni dal punto di vista tecnico. Petkovic lo sa, i biancocelesti devono aggredire i rossoneri per fare male ad Abbiati. L’esempio arriva al 5′: Candreva riconquista palla, s’invola sulla destra e serve Floccari (recuperato in extremis), il cui tiro da ottima posizione è debole e centrale. Che fosse una serata difficile, però, lo si era già capito. Petkovic non cerca mai alibi per le assenze, ma l’infortunio di Konko si è rivelato decisivo a San Siro. Difficile dare la colpa all’ultimo arrivato Pereirinha – alla prima da titolare in serie A nel giorno del 25° compleanno – perché El Shaarawy è avversario complicato, ma certo il portoghese non ricorderà con gioia la sfida del Meazza. Sorpreso dall’incursione del Faraone al 3′, immobile sul taglio del giovane rossonero pochi secondi dopo, assente sul cross di Pazzini all’11′ (colpo di testa alto del solitario El Shaarawy). Dalla panchina Petkovic se la prende giustamente anche con Candreva, per nulla collaborativo sulla destra, ma il tecnico ha poco tempo per preoccuparsi dei problemi tattici perché al 15′ arriva l’episodio già raccontato. A nulla servono le proteste contro Rizzoli, così come l’aggiustamento in corsa deciso da Petkovic, un obbligato 4-4-1 con Gonzalez largo a destra. San Siro spinge il Milan, la Lazio resiste con orgoglio, anche perché l’uruguaiano dà una grossa mano sulla destra. Il fortino biancoceleste, però, cade al 40′: Abate ruba palla e prova la conclusione, Marchetti respinge come può, El Shaarawy sfugge allo spaesato portoghese (ma il contrasto è quanto meno sospetto) e Pazzini insacca a porta vuota. La partita finisce qui. Tre minuti dopo il Milan raddoppia: sul corner Pazzini anticipa Biava, Marchetti respinge ma Boateng ribatte in rete. E così il secondo tempo – nel quale Petkovic presenta un «disperato» 3-5-1 sacrificando Pereirinha – diventa una passerella per i rossoneri, condita dal terzo gol siglato ancora da Pazzini al 14′ (errore di Radu). Il Milan vince e agguanta il 3° posto, la Lazio non infrange il tabù San Siro. Ma stavolta la rabbia è grande.

Fonte: Il Tempo

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