SPECIALE: «Io, fra i tifosi del Chelsea..» – VIDEO

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Il nostro Direttore è riuscito ad infiltrarsi nella curva del Chelsea in occasione della gara contro la Juventus. Ecco il suo racconto, accompagnato dai video realizzati proprio nel settore caldo dei Blues, che ci faranno rivivere il tutto.. Ve lo confesso: ieri ho coronato un mio piccolo sogno. Il segreto…

Il nostro Direttore è riuscito ad infiltrarsi nella curva del Chelsea in occasione della gara contro la Juventus. Ecco il suo racconto, accompagnato dai video realizzati proprio nel settore caldo dei Blues, che ci faranno rivivere il tutto..


Ve lo confesso: ieri ho coronato un mio piccolo sogno. Il segreto dei sogni tutto sommato è semplice, cercare di non farli troppo irraggiungibili. Questo faceva parte della categoria dei complicati visto che, date le mie esigenze professionali, sarebbe stato difficile poter andare a vedere un giorno una partita in Europa in mezzo alla tifoseria locale. E invece ci sono riuscito. E ci sono riuscito proprio nello stadio in cui volevo che accadesse: lo Stamford Bridge. E’ stato fantastico ritrovarsi nella curva dei tifosi del Chelsea proprio in occasione della prima partita di Champions League dopo il trionfo in finale contro il Bayern di Monaco. A dire il vero non sono passato molto inosservato ma è bastato non esultare ai gol della Juventus e intonare qualche coro dei Blues per entrare a far parte integrante di loro in pochissimo tempo. Sono stato fortunato anche nel trovare una gara ricca di emozioni e di gol. Ma tutto è cominciato qualche giorno fa, nel momento in cui si è paventata questa possibilità. Del resto ero a Londra per raccontare la Lazio e sarei comunque partito il giorno prima, come di consueto. Ma quel giorno ci sarebbe stata Chelsea Juventus. Come fare a procurarsi il biglietto? Tutto è stato facile. Molto più facile di quanto pensassi visto che un mio caro amico di Londra è riuscito nell’impossibile in pochissimo tempo. “Ti ho trovato il biglietto in mezzo ai tifosi del Chelsea”. Una grandissima notizia. La mia trasferta era cominciata in quel momento. Arrivato a Londra mi sono preoccupato di non rischiare di far tardi allo stadio ma con mio enorme stupore ho realizzato di essere arrivato davanti allo “Stamford” solo a pochi metri dall’ingresso principale. Eppure lo stadio è in pieno centro! Nessuna fila, nessuna coda. Sembrava una giornata normale. In prossimità dei tornelli uno Stewart mi adocchia e mi dice: “ma sei sicuro di essere un tifoso del Chelsea?” io, gli faccio vedere la mia sciarpa e, strizzandogli l’occhio, ovviamente in Inglese gli rispondo sperando di essere abbastanza convincente. Avrei voluto farvi vedere il suo sguardo…Secondo me non ci ha creduto neanche un attimo. Ma entro allo stadio. Mancavano 40 minuti: era completamente vuoto. Che abbia sbagliato giorno? Mi chiedo un po’ ironico…I minuti passavano e riuscivo a tranquillizzarmi solo perché dalla parte opposta, nell’altra curva, tutti i tifosi della Juventus già stavano facendo festa. Del resto anche per loro era il ritorno in Champions League. Ma i minuti passavano e dei tifosi del Chelsea neanche l’ombra quando all’improvviso, in un istante, lo stadio, accompagnato da un rombo quasi assordante, si è colorato di blu. Vi prego di credermi, mancavano non più di 6 minuti al calcio d’inizio. Giusto il tempo per veder sfilare la Coppa, accompagnata da due rappresentanti dell’esercito, due della marina e due dell’aeronautica, sotto ogni settore dello stadio. E poi la baraonda. Mi sono accorto che non fosse una partita qualunque quando lo speaker dello stadio ha presentato i giocatori del Chelsea precedendo il loro nome con l’appellativo “European Champion…” ossia, campione d’Europa. A quel punto solo l’inno della Champions League ci divideva dal calcio d’inizio. E poi festa, solo festa e tanti cori in uno stadio dove non sono ammessi tamburi, né fumogeni. Dove nessuno e dico nessuno fuma una sigaretta e dove si è praticamente a pochi metri dal campo di gioco. Sotto a questo mio racconto troverete le immagini che ho “rubato” in questo mio ritorno al passato. Il due a due è stata la cosa meno importante. I quattro gol, sono stati quasi un fastidio. Si fa per dire ovviamente. Ma ho coronato un piccolo sogno. Oggi mi rimetterò le cuffie e riandrò a vedere due squadre di calcio dalla tribuna stampa, ma quanto mi mancherà quella curva. Un’avventura che però mi ha regalato una bella morale che voglio trasmettere anche a voi. Serve poco per essere felici. I sogni si possono realizzare. Basta sognare delle cose piccole piccole per godersi la vita!

Stefano Benedetti


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