Sprazzi di vera Lazio

Sprazzi di vera Lazio

Stadio Olimpico – Seconda uscita amichevole nello stadio di casa per la Lazio di Petkovic, contro gli svedesi del Malmoe secondi in classifica. Squadra chiamata a rispondere alle prime critiche stagionali, dopo la serie di insuccessi iniziati ad Auronzo contro il Siena, intervallata dall’unica vittoria contro la Salernitana, conclusa con…

Stadio Olimpico – Seconda uscita amichevole nello stadio di casa per la Lazio di Petkovic, contro gli svedesi del Malmoe secondi in classifica. Squadra chiamata a rispondere alle prime critiche stagionali, dopo la serie di insuccessi iniziati ad Auronzo contro il Siena, intervallata dall’unica vittoria contro la Salernitana, conclusa con la sconfitta nella presentazione con il Getafe. Squadra senza cinque nazionali (Cana, Lulic, Klose, Gonzalez e Alfaro) e cinque infortunati: Marchetti, Diakitè, Ederson, Brocchi e Stankevicius. Il tecnico croato sceglie il 4-2-3-1, lasciando in panchina Zarate per Floccari e lanciando Onazi tirolare dal 1′ minuto, con Cavanda ancora nel ruolo di terzino sinistro. Konko sulla fascia opposta, Biava e Dias a protezione di Bizzarri.

Sprazzi di Lazio – La squadra che vuole Petkovic, corta e aggressiva, veloce e di qualità, è ancora lontana dalle attese della vigilia. Però qualcosa si è potuto intravedere, almeno nel primo tempo, di tutte quelli che dovrebbero essere gli standard di gioco nel prossimo futuro. Tanto movimento in avanti, con Floccari a svariare su tutto il fronte offensivo, Candreva e Mauri a tagliare il campo dalle fasce laterali. Triangoli stretti e gioco di prima, l’undici laziale ha sfiorato più volte il vantaggio, sia attraverso le conclusioni dalla distanza che con veloci ripartenze. Il gol del vantaggio su rigore di Hernanes, è nato proprio da un atterramento di Mauri, solo davanti al portiere, dopo una splendida azione corale che ha liberato Ledesma al preciso lancio in profondità.

Gambe meno pesanti – Le tossine post-ritiro cominciano a sciogliersi, gli uomini in campo sembravo muoversi con maggior convinzione e dinamismo, anche la difesa ha mostrato un discreta sicurezza rispetto alle uscite precedenti. Manca un pò di incisività in fase di finalizzazione, ma i poresupposti per un gioco d’attacco cominciano ad intraverdersi con discreta frequenza. L’inserimento di Zarate del 18′ della ripresa ha portato brio e imprevedibilità, muovendosi con buona disinvoltura e pericolosità, sia come unico terminale offensivo, che come partner di Libor Kozak subentrato a Stefano Mauri. Tutto bene per ottanta minuti, nonostante uno score non certo esaltante, rovinato dall’erroraccio di Stefan Radu. Il difensore romeno, al ritorno in campo dopo 4 mesi di assenza, ha perso subito un pallone che ha aperto la strada al pareggio avversario.

Finalmente si vince – Nonostante la doccia fredda della marcatura della squadra svedese, la Lazio riesce in extremis a fare bottino pieno, dopo una prova tutto sommato positiva. E’ Kozak all’ultimo respiro a sfruttare il cross pennellato di Zarate, su azione di calcio d’angolo, che regala la seconda vittoria amichevole del nuovo corso, finalmente contro una compagine di discreto livello. I mille tifosi scarsi presenti all’Olimpico possono esultare, non tanto per brillantezza e quantità di azioni osservate, ma per una vittoria che potrebbe scacciare via qualche fantasma pronto ad uscire dalla cantina. Il Petko-pensiero comincia a delinearsi all’orizzonte, seppure in maniera ancora tratteggiata,.ma visibile agli occhi di chi, fin ora, vedeva solo nuvulo addensarsi sul cielo di Formello. Ora serve una conferma immediata, in Europa league, contro gli sloveni del Mura05.

 

Francesco Pagliaro

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