STADI – Lotito: Responsabilità oggettiva desueta

STADI – Lotito: Responsabilità oggettiva desueta

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è tornato a parlare della discriminazione territoriale intervenendo nella trasmissione Fatti e Misfatti. “La mia posizione è stata chiara, anche il 5 agosto quando è stata approvata questa norma – sottolinea il presidente della Lazio – c’è un verbale che testimonia, che avevo previsto…

Il presidente della Lazio Claudio Lotito è tornato a parlare della discriminazione territoriale intervenendo nella trasmissione Fatti e Misfatti. “La mia posizione è stata chiara, anche il 5 agosto quando è stata approvata questa norma – sottolinea il presidente della Lazio – c’è un verbale che testimonia, che avevo previsto quello che poi è successo. Avevo detto che noi dovevamo valutare la portata del fenomeno, delegare a un’istituzione il ruolo di dover valutare la portata. Ai tempi fui uno dei sostenitori, delle norme attenuanti, perchè tutto nasce da questa maledetta responsabilità oggettiva, che è un cardine dello sport, che oggi però con i tempi attuali, comincia ad essere desueta. Soprattutto perchè viene applicata in modo sbagliato. Ho sollevato il problema dicendo: se la maggioranza di una porzione dello stadio, effettua atteggiamenti che possono essere riconducibili ad azioni razziste, è chiaro che deve essere punita quella porzione dello stadio. Oggi sicuramente bisogna andare a fare una selezione dei comportamenti. C‘è una maggioranza di giovani, tra i 14 e i 20 anni, che non vanno allo stadio per seguire la partita, questi giovani hanno una fragilità psicologica e si identificano nella logica del branco, che li porta ad andare in rottura con il sistema. C’è gente che sta in curva dando le spalle al campo di gioco. Alla Lazio è stato chiuso lo stadio per la partita con la squadra polacca, dopo che i polacchi hanno messo a ferro e fuoco la città. E’ stato chiuso l’Olimpico per dei cori che nessuno ha sentito.

Non li ha sentiti nè il delegato Uefa, nè l’arbitro, n’è l’addetto preposto alla sicurezza. Li ha sentiti uno dei rappresentanti del Fare, una commissione usata dalla Uefa con la quale ha fatto una convenzione. Sulla base della dichiarazione del rappresentante del Fare, l’uefa ha squalificato lo stadio, dicendo che i cori erano stati effettuati dalla stragande maggioranza. Tutto questo non è più possibile perchè significa creare danni economici e creare disparità di trattamento a livello sportivo”

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