Stadi: «Rischio speculazione edilizia»

Stadi: «Rischio speculazione edilizia»

ROMA – «Entro la fine di luglio conosceremo il progetto del nuovo stadio della Roma e sapremo il sito. Speriamo che anche la Lazio faccia lo stesso». Quello della costruzione del nuovo stadio della Roma e della Lazio è un progetto molto a cuore non solo alle società, ma anche…

ROMA – «Entro la fine di luglio conosceremo il progetto del nuovo stadio della Roma e sapremo il sito. Speriamo che anche la Lazio faccia lo stesso». Quello della costruzione del nuovo stadio della Roma e della Lazio è un progetto molto a cuore non solo alle società, ma anche a Gianni Alemanno. Martedì, intervenendo ai microfoni di Teleradiostereo, il sindaco ha sollecitato le due squadre della capitale a fare in fretta nella presentazione dei progetti per due stadi di proprietà, che dovranno sorgere presumibilmente nell’area del Comune di Roma. Se però questa apertura da parte delle istituzioni fa sognare i tifosi, che sul modello inglese immaginano «case» per le loro squadre molto più confortevoli rispetto al vecchio Olimpico, e società, ingolosite dai maggiori ricavi per le loro casse, non tutti sono entusiasti all’idea della nascita dei due nuovi impianti.

IL NO DI LEGAMBIENTE – Tra i contrari c’è sicuramente Legambiente, che insieme all’Istituto nazionale urbanistica e all’Ordine nazionale degli architetti, ha presentato un dossier che racconta tutti i rischi e le conseguenze legati alla possibile approvazione del Disegno di Legge sugli stadi, approvata alla Camera e ferma al Senato. Una legge che, secondo questo dossier, darebbe agli speculatori uno strumento per costruire in aree non edificabili, prevedendo la costruzione di infrastrutture per attività residenziali, direzionali, turistico-ricettive e commerciali. «Basta guardarele parole di Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazioalle aree delle quali si parla a Roma per capire bene che gli stadi nascondono enormi speculazioni edilizie. La legge va fermata, non c’è alcun interesse pubblico che la giustifichi ma ci sono tanti interessi privati che la spingono».

IL PROGETTO ROMA – La costruzione dello stadio è uno dei punti fondamentali del progetto portato avanti dalla proprietà americana della Roma. Nei mesi scorsi la proprietà giallorossa ha dato mandato ad un advisor, la Cushman&Wakefield, di individuare un’area che abbia i requisiti per ospitare la nuova casa giallorossa. Le richieste pervenute sono state circa un centinaio, ma lista è stata ristretta prima ad una decina di candidature e successivamente a 3 o 4 aree, che non sono ancora state rivelate e dalle quali uscirà fuori quella adatta.

LE AREE – I rumors riportano tutti alle «solite note»: Tor di Valle, Tor Vergata, Massimina (area dove sarebbe dovuto nascere il Franco Sensi, stadio pensato dalla vecchia proprietà). «Quello della scelta dell’area dove sorgerà il nuovo stadio – il pensiero dell’a.d. giallorosso Claudio Fenucci, più volte espresso negli ultimi tempi – sarà un processo trasparente. Le proposte saranno valutate sotto il profilo oggettivo. Individueremo alcune zone e poi cominceremo le discussioni con le autorità». La Lazio, da questo punto di vista, è partita prima ma l’area individuata, quella sulla via Tiberina, non risponde ai criteri previsti dalla nuova legge. Se vorrà stare al passo con la Roma, il presidente Lotito dovrà individuarne presto una nuova. Con l’approvazione (anche) di Legambiente.

Fonte: roma.corriere.it (corriere della sera)

Roberto Maccarone – Cittaceleste.it

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