The Heat: Petkovic vs Guidolin

The Heat: Petkovic vs Guidolin

ROMA – Negli ultimi anni i destini calcistici di Lazio e Udinese sono stati praticamente identici, con la squadra bianconera che è riuscita a superare i biancocelesti solo di poco, aggiudicandosi l’accesso alla Champions League. Questa volta le due squadre sono vicine per vicende legate all’altro torneo europeo: l’Europa League.…

ROMA – Negli ultimi anni i destini calcistici di Lazio e Udinese sono stati praticamente identici, con la squadra bianconera che è riuscita a superare i biancocelesti solo di poco, aggiudicandosi l’accesso alla Champions League. Questa volta le due squadre sono vicine per vicende legate all’altro torneo europeo: l’Europa League. Giovedì scorso entrambi i club sono stati impegnati nei rispettivi gironi. La differenza è che questa volta è stata la Lazio ad avere la meglio. Mister Petkovic è riuscito in una grande impresa: qualificarsi ai sedicesimi, con una giornata di anticipo e senza mai subire sconfitte.

Vlado sta facendo un grandissimo lavoro a Roma. La squadra segue con tranquillità ogni sua decisione, i tifosi lo amano – grazie al suo atteggiamento durante le conferenze, la vittoria nel suo primo derby, le buone prestazioni europee – e la società è sempre più felice della scelta, che possiamo definire azzardata, fatta alla fine del campionato scorso andando a scegliere un tecnico praticamente sconosciuto e con pochissima esperienza a grandi livelli. Petkovic sta vincendo la sua prova, la più dura di tutta la sua carriera. Non è facile arrivare in una piazza come quella laziale, con una situazione particolare lasciata da Reja, allenatore amato per il suo attaccamento alla squadra e spesso odiato per gli schemi particolarmente difensivi. “Il Dottore”, così è soprannominato il tecnico jugoslavo, ha portato alla Lazio un gioco completamente diverso, rivolto verso l’attacco, il cui obiettivo è quello di dominare l’avversario. Nelle ultime sfide si è vista, inoltre, anche l’estrema duttilità tattica del muovo allenatore biancoceleste. Nella sfida contro la Juventus la squadra è rimasta dietro, coprendosi il più possibile in modo da fermare il gioco veloce e atletico dei bianconeri, cercando, magari, di riuscire a sfruttare qualche contropiede. Contro il Tottenham, invece, abbiamo visto una Lazio più concreta, che creava gioco, spingendo in avanti in modo da imporsi sull’avversario e solo gli errori dei suoi attaccanti hanno permesso che la sfida finisse in parità. Questa è una grande dote di Petkovic: saper studiare l’avversario per riuscire a conoscerlo a fondo in modo tale da poter utilizzare i propri mezzi nel miglior modo possibile e per raggiungere il miglior risultato possibile.

Situazione diversa quella che vive Guidolin a Udine. Ormai diventato un idolo, grazie agli ottimi risultati ottenuti nelle stagioni passate, con le qualificazioni in Champions League. Ogni volta il tecnico veneto è stato capace di fare dei veri e propri miracoli calcistici con delle squadre il cui tasso tecnico non è certo paragonabile alle più grandi squadre europee e, soprattutto, con organici a cui venivano tolti i pezzi pregiati – chiara strategia della società: far crescere giovani talenti per poi rivenderli al miglior offerente – e sostituiti da giocatori con un ipotetico futuro roseo. Quest’anno la situazione sembra però cambiata. In estate si paventava la possibilità, da parte di Guidolin, di lasciare la guida dell’Udinese. Probabilmente non si sentiva più in grado di fare un’altra stagione miracolosa, pensando anche alle importanti cessioni di Asamoah e Isla. Finora i risultati non sono proprio esaltanti come quelli delle stagioni passate, solo tre vittorie e ben sette pareggi posizionano l’Udinese a metà classifica abbastanza distante dalle posizione che ormai era abituata a coprire.
Petkovic e Guidolin non si sono mai scontrati fino ad oggi, è la prima volta che si trovano uno contro l’altro. Ora bisognerà vedere se tra loro succederà la stessa cosa che è successa alle loro squadre negli anni passati, con i bianconeri avanti ai biancocelesti, oppure il loro destino seguirà la stessa strada che i due club stanno seguendo in questo momento, cioè con la Lazio in avanti, autrice di un gioco bello ed esaltante e l’Udinese con un passo un po’ più zoppicante e che risente delle importanti assenza nella formazione.

Francesco d’Andrea

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