Triplo ex Di Mauro, “Felice per..”

Triplo ex Di Mauro, “Felice per..”

ROMA – Uno di quegli ex che difficilmente si scordano, soprattutto se hanno un passato nella Roma, alla quale segna in un derby con la maglia biancoceleste. Fabrizio Di Mauro, romano d.o.c., nella sua avventura calcistica capitolina non si è fatto dunque mancare nulla, cominciando nel lontano 1983 nelle giovanili…

ROMA – Uno di quegli ex che difficilmente si scordano, soprattutto se hanno un passato nella Roma, alla quale segna in un derby con la maglia biancoceleste. Fabrizio Di Mauro, romano d.o.c., nella sua avventura calcistica capitolina non si è fatto dunque mancare nulla, cominciando nel lontano 1983 nelle giovanili della Roma, facendo gavetta tra Avellino e Arezzo, inserendo la parentesi alla Lazio(1993/1994) nella sua lunga militanza fra le fila della Fiorentina. Per parlare della prossima sfida del Franchi, ma anche per cominciare ad entrare in clima derby, lo abbiamo intervistato in esclusiva. Una lingua fuori dai denti e tante curiosità, fra cui quella di essere stato uno degli scopritori di Antonio Candreva, da lui creciuto ai tempi della Lodigiani:

Fiorentina-Lazio, sfida tra due tra le squadre più brillanti della Serie A. Che partita si aspetta?

“Seguo entrambe perchè sono due squadre importanti del campionato italiano. La Lazio, a differenza della Fiorentina, ormai è una squadra quadrata e sono diversi anni che viaggia nelle parti alte della classifica. La società viola invece, quest’anno ha operato scelte importanti operando un totale rinnovamento. ha ingaggiato Montella, un ottimo allenatore che sta crescendo notevolemente. Entrambe le rose forse non sono competitivissime, ma stanno facendo un ottimo lavoro da tutti i punti di vista”.

Quali giocatori potranno essere decisivi nellla sfida del Franchi?

“Sicuramente Klose, che per me è una sorpresa vista l’età. Sono diversi anni che fa montagne di gol in Europa, ma sono rimasto sorpreso per la velocità con cui si è ambientato a Roma. E’ un pò una prerogativa di tutti i calciatori tedeschi, di arivare e farsi trovare immediatamente pronti. Poi sinceramente, in campo dimostra di essere un calciatore di 27-28 anni, è sicuramente lui l’arma in più della Lazio. Se non dovesse giocare, mi auguro possa essere la partita di Candreva, perchè è un calciatore romano, però sicuramente senza Klose la Lazio perderebbe tantissimo”.

Invece la Fiorentina, senza Pizzarro e Roncaglia, quanto perde e cosa deve temere la Lazio?

“Le assenze importanti pesano sempre, ma la Lazio deve stare molto attenta alla grande organizzazione di gioco che ha impostato Montella,, che ha trasmesso tante idee nuove e interessanti. Ovviamente Jovetic è uno dei pochi che vale 101, perchè è veramente un valore aggiunto e unico campione a disposizione, ma ripeto che bisogna temere la Fiorentina nel complesso”.

Nelle Fiorentina ci sono tanti ex-romanisti, conterà qualcosa?

“Il calcio è cambiato, ormai ci sono talmente tanti ex che non ci si fa più caso. Ora i calciatori da un mese all’altro cambiano tre società, secondo me è una delle cose che ha peggiorato il nostro calcio. Per questo non credo che si possa parlare di super motivazioni”.

A proposito di Ex, tu nasci nelle giovanili della Roma con cui ha giocato anche in prima squadra, poi sei passato alla Lazio e hai segnato nel derby nel 1993. Destino?

“Io nasco nelle giovanili dellla Roma e ne sono fiero perchè mi hanno dato veramente tanto. Ma sono altrettanto fiero di aver giocato in una società impotante come quella della Lazio, con un presidente come Cragnotti che è stato a dir poco splendido. Cosa ricordo della rete alla Roma? E’ passato tanto tempo, quello che ricordo è che neanche dovevo giocare, perchè avevo la febbre, ma dato che c’erano parecchi infortunati e sono andato in campo a fare il mio dovere. Sapevo che sarei stato sottotono, ma non potevo sottrarmi dall’aiutare i miei compagni”.

Candreva ha vissuto una soria simile alla tua…

“Lui però non ha mai giocato nella Roma. Lo conosco benissimo, perchè ha cominciato nella Lodigiani quando io ero responsabile del settore giovanile, aveva 12 anni. E’ sempre stato un bravo ragazzo dalle buone maniere, poi uno può giudicare il calciatore come preferisce, ma sono contento per lui che è riuscito a fare del suo sogno un lavoro. Nazionale meritata? Per uno come lui, che ha fatto tanti sacrifici senza la visibilità di Inter, Milan o Juve, sicuramente si. Mentre ad altri, senza fare nomi, bastano cinque minuti fatti bene per essere convocati”.

Fra poco più di due settimane c’è il derby. Sfida affascinante tra due allenatori che predicano il bel gioco?

“Io ho una grossa stima dello Zeman uomo, soprattutto per la coerenza che ha sempre dimostrato, come uomo e allenatore. Petkovic invece è una bella sorpresa, anche se non lo conosco mi sembra una persona seria, che sa quello che dice quello che fa. Per la Lazio vale il discorso fatto prima: è più quadrata e può vantare un’ossatura molto solida e affidabile. La Roma d’altra parte, avrà la voglia di dimostarre di avere qualcosian in più, per uscire dalle polemiche a seguito di prestazioni fatte di alti e bassi. Fino ad oggi però, la Lazio ha dimostrato di essere più forte e merita questa classifica”.

La rosa biancoceleste è qualitativamente pronta ad affronatre le tre competizioni al massimo? Che obiettivi si può porre?

“Se mi avessi fatto questa domanda 10-15 anni fa, ti avrei parlato di un gruppo da metà classifica. Il calcio italiano per, è veramente calato di livello in maniera esorbitante, quindi la Lazio di oggi può tranquillamente stare tra le prime 3-4 posizioni, che è quello che interessa ai tifosi. Scudetto? La Juve mi sembra imbattibile, ha venti giocatori uno più forte di un altro, mentre per la Lazio si può parlare di 15-16 elementi di valore. La differenza è tutta lì, dispiace dirlo, ma è così”.

Francesco Pagliaro

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