Undici stranieri dal 1’: è record

Undici stranieri dal 1’: è record

ROMA – C’è un motivo per far passare alla storia una gara che altrimenti sarebbe stata dimenticata nel giro di poche ore? Sì, perché Legia Varsavia-Lazio è un esemplare unico nel suo genere. Mai, in nessuna competizione e in quasi 114 anni di vita, gli undici laziali in campo dal…

ROMA – C’è un motivo per far passare alla storia una gara che altrimenti sarebbe stata dimenticata nel giro di poche ore? Sì, perché Legia Varsavia-Lazio è un esemplare unico nel suo genere. Mai, in nessuna competizione e in quasi 114 anni di vita, gli undici laziali in campo dal primo minuto erano stati tutti stranieri. Due albanesi, due brasiliani, un belga, un francese, un romeno, un uruguaiano, un argentino, un colombiano e uno spagnolo di genitori senegalesi. Fino al 77’, quando dalla panchina è spuntato Floccari al posto di Felipe Anderson. Al massimo, la Lazio si era fermata a dieci (anche di recente), o aveva schierato nove brasiliani, come per tre partite di campionato della stagione 1931/32, quando gli oriundi erano di moda.

 

Polemiche 

Il caso dell’Inter internazionale (i nerazzurri hanno giocato con 11 stranieri, più i tre subentrati, anche il 29 ottobre scorso a Bergamo) fece scomodare persino la Lega. Non la Lega di Serie A, ma quella dell’allora segretario Umberto Bossi. Già, perché il 24 novembre del 2005, dopo Inter-Artmedia di Champions League, il quotidiano La Padania titolò «La Babele del calcio è la fine dello sport». Tutto il contrario del Piacenza, che dopo una vita si arrese nel 2001 al volere di Novellino, che chiese Matuzalem, e dell’Athletic Bilbao, che di recente si è piegato acquistando il francese Aymeric Laporte, ora in una squadra tutta basca. Nonostante la personalità mostrata anche ieri da Berisha, però, il titolare della Lazio è Marchetti, che come Candreva tornerà in campo già da lunedì. L’orgoglio nazionale è salvo. 

Gazzetta dello Sport

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