VERSO LA JUVE – Zoff, «Grinta derby per l’impresa»

VERSO LA JUVE – Zoff, «Grinta derby per l’impresa»

Da portiere in bianconero. Da allenatore in biancoceleste. In passato Dino Zoff ha vissuto la sfida di domani sera su tutti e due i fronti. Di sicuro stavolta tiferà solo per i biancocelesti, che hanno ottimo possibilità di vincere: «Se c’è la Lazio del primo tempo del derby allora vincerà,…

Da portiere in bianconero. Da allenatore in biancoceleste. In passato Dino Zoff ha vissuto la sfida di domani sera su tutti e due i fronti. Di sicuro stavolta tiferà solo per i biancocelesti, che hanno ottimo possibilità di vincere: «Se c’è la Lazio del primo tempo del derby allora vincerà, ma se è quella del secondo la Juventus parte in vantaggio. Dipenderà dalla mentalità».

Zoff, l’onda-derby esiste davvero?
«Secondo me il derby non è finito molto bene in termini di gioco per la Lazio».

Ma ha comunque vinto. Non va a Torino con una marcia in più?
«La marcia è sempre la stessa. Certo, fa piacere ma non si va oltre quello che hai fatto nel derby».

Non giocherà Pirlo.
«Lui è un grande ma la Juventus è in grado di creare difficoltà anche senza Pirlo».

A chi bisogna stare attenti?
«A tutta la squadra e soprattutto al centrocampo. Poi occhio a Vidal, Quagliarella, Giovinco. È un errore pensare che la Juve si baserà sui singoli, è molto più di questo».

Lei ha vestito le due maglie. Differenze tra ieri e oggi?
«Mi ricordo in particolare la Lazio del 73-74 quando correva per lo scudetto. Era il massimo per loro e affrontarli era durissima. Adesso abbiamo la Juve in testa e la Lazio è una buona squadra. Anche se non è come allora, è una partita molto importante per la zona alta della classifica»

Questa Juve vince lo scudetto?
«È la prima candidata».

E questa Lazio può stargli col fiato sul collo?
«Dipende dalla continuità della squadra, perché fa vedere un ottimo calcio e sembra spesso puntare alla zona altissima della classifica, poi però perde qualche colpo».

Cosa le piace della Lazio?
«È una squadra che fa un bel calcio e ha un potenziale ottimo anche per i prossimi anni».

Chi fa la differenza?
«Fin qui sicuramente Hernanes, Klose e poi Candreva che ha avuto il premio della Nazionle».

Marchetti?
«Cosa?»

Ha visto il secondo gol preso contro la Roma?
«Certo».

Se lo avesse allenato lei che avrebbe detto?
«Gli errori si fanno, possono capitare».

Cosa ha sbagliato?
«Si è preoccupato troppo di organizzare la difesa e ha perso la totalità del momento, oltre che la posizione in mezzo all’area».

Qual è, da laziale, la sfida con la Juve che ricorda meglio?
«Un pareggio nel 1991, noi in svantaggio e in dieci. È stato emozionante».

Cosa vuol dire andare a giocare a Torino?
«Giocare quasi sempre contro la prima in classifica».

Lei conosce bene Conte?
«Certo».

Che opinione ha di Conte?
«Un professionista straordinario che ha fatto cose straordinarie con i bianconeri».

È giusto che non stia in panchina?
«Soffrirà nel vedere tutte queste partite dalla tribuna perché i meriti di questa Juve sono tutti suoi».

Senta, qual è il segreto di Petkovic?
«Ha messo in piedi uno schema che si adatta ai giocatori».

Fonte: Fabio Perugia – Il Tempo

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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