Vincere e convincere: Obiettivo raggiunto

Vincere e convincere: Obiettivo raggiunto

ROMA – Biancocelesti a caccia del poker, nell’esordio in campionato allo stadio Olimpico, dopo il trittico di vittorie nelle tre gare ufficiali fin qui disputate. Lazio schierata in fotocopia rispetto alla trasferta di Bergamo, con il tipico 4-1-4-1 di Petkovic, pronto a trasformarsi in un 4-3-3 in fase offensiva. In…

ROMA – Biancocelesti a caccia del poker, nell’esordio in campionato allo stadio Olimpico, dopo il trittico di vittorie nelle tre gare ufficiali fin qui disputate. Lazio schierata in fotocopia rispetto alla trasferta di Bergamo, con il tipico 4-1-4-1 di Petkovic, pronto a trasformarsi in un 4-3-3 in fase offensiva. In panchina anche i due volti nuovi Ciani e Ederson, quest’ultimo alla prima convocazione al rientro dall’infortunio. Sannino risponde con un più classico 4-4-2, con un atteggiamento più difensivo rispetto alla prima del Barbera contro l’Inter, dove ha rimediato una sonora sconfitta per 0-3.

Fame teutonica – Appena i direttore di gara da il via alla gara, l’undici di mister Petkovic, come da lui stesso auspicato alla vigilia, parte subito aggressiva mordendo le caviglie dell’avversario rosanero. Dopo una fase di equilibrio, il morso si fa sempre più stretto: prima Hernanes con un tiro da fuori, poi Mauri con un’incursione delle sue, mostrano di denti. Il pressing è asfissiante, il centrocampo filtra e rilancia l’azione. La manovra guadagna di intensità, ritmo e velocità con il passare dei minuti. Fino al definitivo affondo del 39′ firmato Miroslav Klose, che raccoglie l’assist del Tata Gonzalez, e dall’interno dell’area piccola fredda inesorabilmente Ujkani.

Euro Candreva – Terminato il primo tempo con la squadra capitolina in pieno controllo, la ripresa inizia con rinnovata ferocia: la Lazio vuole il bis, e lo vuole subito. Detto, fatto. Dopo dieci minuti di forcing a tratti incontenibilie, con Klose e Biava a sfiorare il raddoppio, ci pensa Antonio Candreva a sancire una totale superiorità territoriale. Lo fa con un gol da antologia: Stop dal limite sinistro, dribblinga rientrare sul destro e sassata di mezzocollo sotto il sette lontano. Apoteosi. La Lazio c’è, la Lazio corre, la Lazio esalta i 30mila presenti sugli spalti. Il Palermo tenta il tutto per tutto inserendo due punte, Hernanedez e Dybala, trovando però una risposta attenta e determinata.

Spektacolo all’Olimpico – Laddove il caso ha regalato ad Ilicic l’occasione di accorciare le distanze, ci ha pensato Marchetti con una super parata a mantenere inviolata la porta laziale. Non finisce qui, perchè la Lazio ha ancora volgia di piacere, piacersi, di regalare emozioni e spettacolo. Ci riesce al minuto 83′, quando Klose riceve il crosso di Lulic dalla sinistra, addomestica di petto il pallone saltando il diretto avversario, per poi firmare la sua doppietta personale con un perfetto destro ad incrociare. Alla festa partecipano anche Onazi, Scaloni e Kozak, subetrato all’attaccante tedesco che riceve la meritata ovazione. Vincere e convincere, obiettivo raggiunto.

 

Francesco Pagliaro

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