Zaccaria, “Klose è un eroe di carta”

Zaccaria, “Klose è un eroe di carta”

NAPOLI – Mario Zaccaria, giornalista dell’Ansa e presidente dell’Ussi Campania, ha, nella sua rubrica ‘MISTER Z’ su napolimagazine.com, attaccato Miro Klose ed il suo comportamento, riguardo l’oramai famosa confessione all’arbitro sul colpo di mano che aveva portato per qualche secondo la Lazio in vantaggio al San Paolo di Napoli. Ecco…

NAPOLI – Mario Zaccaria, giornalista dell’Ansa e presidente dell’Ussi Campania, ha, nella sua rubrica ‘MISTER Z’ su napolimagazine.com, attaccato Miro Klose ed il suo comportamento, riguardo l’oramai famosa confessione all’arbitro sul colpo di mano che aveva portato per qualche secondo la Lazio in vantaggio al San Paolo di Napoli. Ecco le sue parole.

“Miro Klose vergine e martire. L’attaccante tedesco nel giro di una settimana si è visto cambiare i connotati dai media, passando da ottimo calciatore qual è a santo ed eroe. Ne vogliamo parlare? Parliamone. E facciamolo non tanto da tifosi del Napoli, quanto da appassionati di calcio e da attenti osservatori dei fenomeni che caratterizzano questo sport. Nelle ore immediatamente successive alla partita di mercoledì sera al San Paolo tra Napoli e Lazio, all’inizio della quale il tedesco ha dato vita ad una pantomima per la quale avrebbe dovuto essere ammonito da Banti e l’ha invece passata liscia, ho sentito giornalisti, commentatori, tifosi e perfino, udite udite, il presidente della Fifa Sepp Blatter, magnificare il comportamento di questo angelo teutonico, esponente della razza ariana, un ragazzo dai muscoli d’acciaio e dal cuore d’oro. I giornali hanno dedicato intere colonne a questo gentiluomo d’altri tempi e forse anche a Bruxelles stanno pensando che insieme con la Merkel, che ci sta insegnando come ridurre le nostre sciagurate spese, l’Unione Europea potrà servirsi d’ora in poi di questo attempato calciatore per insegnare agli italiani l’educazione e il senso dell’onore. Allora, ricapitoliamo un po’ per fare chiarezza sul comportamento di questo Klose. Sullo spiovente che proveniva dalla bandierina è saltato di fianco alla linea di porta, contrastato da Campagnaro. Poiché il pallone stava sfilando via, passandogli ad una ventina di centimetri dalla testa, dal lato opposto rispetto alla porta, ha pensato bene di schiaffeggiarlo, spingendolo in fondo alla rete, anticipando con il tocco di mano l’uscita di De Sanctis che avrebbe avuto il controllo della sfera se avesse oltrepassato la linea tenuta dal laziale e da Campagnaro. Si è trattato di un vero e proprio colpo da pallavolista. Ne abbiamo visti a migliaia nei palazzetti dello sport. Viene realizzato in genere dall’alzatore a sorpresa perché gli avversari si aspettano la conclusione soltanto dopo un ulteriore tocco, cioè il terzo. Questa azione si può compiere solo per un gesto volontario. Ho letto le dichiarazioni di Klose ad un giornale del suo Paese in cui spiegava che la palla era andata a sbattergli (??!!) sul braccio e che lui trovava assolutamente normale fare ciò che aveva fatto, cioè autoaccusarsi con l’arbitro del fallo di mano. Ma che faccia di bronzo!!! Ma quanta falsità, quanta ipocrisia e quante bugie!!! Non c’è neppure bisogno di sforzare troppo la memoria o di rivedere le immagini per capire che Klose, dopo aver segnato volontariamente con la mano, ha preso ad esultare, prima da solo, allargando le braccia con gli indici puntati in fuori, e poi insieme con i compagni che intanto lo avevano attorniato e cominciavano ad abbracciarlo. Anche dopo le prime proteste accese degli avversari, si è nascosto nel mucchio, creatogli attorno dai compagni di squadra e si è diretto verso il centrocampo come se tutto fosse normale. Solo quando l’arbitro Banti, che evidentemente qualche dubbio doveva averlo, gli ha chiesto di dire la verità ha ammesso la sua colpa: lo squallido tentativo di appropriarsi di un gol segnato con la mano, una scorrettezza che nel calcio è quanto di più grave possa esistere e per la quale, ad esempio, Diego Maradona, dopo averlo fatto in una celeberrima partita nel mondiale del 1986 è stato (e giustamente) crocefisso per tutto il resto della carriera. E’ di tutta evidenza che nelle valutazioni di Klose che hanno preceduto la confessione, c’è stata anche quella relativa al fatto che nel dopopartita sarebbe inevitabilmente stato smascherato e che, dunque, tutti avrebbero scoperto l’imbroglio e che si sarebbe beccato con la prova televisiva una squalifica di tre giornate per comportamento antisportivo. E non possiamo escludere che nel breve e concitato colloquio avuto quasi a centrocampo, sia stato lo stesso Banti a dirgli: “Dimmi la verità perché tanto se l’hai presa con la mano lo si vedrà in tv”. Dunque non di un angelo si tratta, bensì di un essere umano con tutte le sue debolezze, che ha tentato di fare il furbo davanti a migliaia di persone e che c’era quasi riuscito. Peccato per lui che sotto la lente di venti telecamere certi giochetti sono difficili da nascondere. Quanto a Banti che si è dimenticato di ammonirlo, dovrebbe spiegarci il perché. Ma, come sappiamo, gli arbitri hanno la bocca cucita ed anche se fossero autorizzati ad aprirla, probabilmente non ammetterebbero mai un loro grossolano errore come quello commesso dal fischietto livornese mercoledì sera. E veniamo a domenica perché c’è quasi una recidiva. Sempre Klose è stato protagonista, infatti, all’Olimpico di un altro episodio poco simpatico che gli è valso un calcio di rigore poi trasformato da Ledesma. Come ha inequivocabilmente dimostrato a fine partita sugli schermi di Mediaset Premium Gianluca Paparesta, sull’uscita di Pegolo, Klose tocca il pallone per primo ma, con abbondante anticipo sul contatto con il portiere, trascina la gamba fino ad ottenere lo scontro che gli frutta il calcio di rigore e l’ammonizione all’avversario. Dice Paparesta: poteva saltare l’avversario senza problemi e non l’ha fatto. Una furbata, non c’è che dire e probabilmente qualsiasi altro giocatore al posto suo avrebbe fatto esattamente la stessa cosa. Accade poi che Pegolo, imbufalito per l’accaduto, si rivolga a muso duro contro il tedesco chiedendogli spiegazioni per la furbata. Tutto normale. Cose che succedono sui campi di calcio. Nel dopopartita, però, vengono fuori i soliti soloni che se la prendono con il portiere del Siena. E’ una sarabanda di commenti indispettiti sul fatto che dopo l’episodio di Napoli, ora tutti chiedono a Klose di autoaccusarsi. E tutti a dire che è una cosa insopportabile, che quel povero figlio è innocente, che tutti se la prendono con lui, che è stato un eroe ed un gentiluomo a Napoli, che ora la si deve smettere, e povero Klose di qua e povero Klose di là… Mi domando: non sarebbe il caso che qualcuno dicesse a Klose che può benissimo continuare a fare il furbo in campo, visto che lo fanno più o meno tutti, ma che, almeno, la smetta di fare la parte dell’angelo biondo e dell’eroe positivo? Perché chi si comporta così non può essere certo considerato un esempio da seguire, ma soltanto un eroe di carta.”

Fonte: Mario Zaccaria

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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