Zarate, da quel Lazio-Siena…

Zarate, da quel Lazio-Siena…

Una metamorfosi che sa dell’incredibile quella che sta colpendo Mauro Zarate ormai già da qualche anno. Arrivato nella Capitale come oggetto misterioso del mercato Lotitiano, si dimostrò da subito un vero colpo di mercato, tanto da far sborsare, al presidente della Lazio, ben venti milioni di euro. Tutti abbiamo in…

Una metamorfosi che sa dell’incredibile quella che sta colpendo Mauro Zarate ormai già da qualche anno. Arrivato nella Capitale come oggetto misterioso del mercato Lotitiano, si dimostrò da subito un vero colpo di mercato, tanto da far sborsare, al presidente della Lazio, ben venti milioni di euro. Tutti abbiamo in mente la sua splendida stagione, giocata quando sulla panchina della Lazio c’era mister Delio Rossi, e proprio in quel campionato, eravamo nel novembre del 2008, Maurito sbloccò un Lazio-Siena con una fantastica punizione dalla trequarti campo. Era il campione che la Lazio cercava, quello che serviva per far crescere la squadra. Il fantasista argentino, giocava in scioltezza, aveva la fiducia incontrastata del pubblico e dell’allenatore; tutta la squadra seguiva il suo genio e la vittoria della Coppa Italia poi, con il suo sigillo in finale contro la Sampdoria, gli mise la corona in testa. Di li a poco, con il cambio in panchina, Ballardini prima e Reja poi, iniziò la fase discendente di Zarate. Un picco vertiginoso ed incredibile, il vizio di mantenere eccessivamente la palla divenne la sua disgrazia, pochi goal e scarso impegno, lo relegarono a un ruolo di secondo piano, dalle stelle alle stalle come si dice. Eccessivi contrasti con mister Reja portano la cessione di Zarate all’Inter, lo spazio alla Lazio con Klose e Cissè appena arrivati era ridotto all’osso, e una nuova avventura poteva essere uno stimolo per rilanciarsi: Milano, era la piazza giusta per Zarate, cosi si pensava…Anche all’Inter però la musica non è cambiata, anzi, in trentuno gare i gol messi a segno dall’argentino furono appena tre. Ennesimo flop per il fantasista biancoceleste, che quest’estate è tornato alla Lazio dove ha trovato un nuovo ambiente. Molto è cambiato, dai calciatori che compongono la rosa laziale, all’allenatore arrivato quest’anno anche lui come oggetto misterioso. Zarate ha bisogno di sostegno per uscire da questo tunnel, mister Petkovic può essere l’uomo giusto per far tornare Maurito agli antichi fasti. Questo campionato, deve essere la sua stagione per affermarsi definitivamente, dimostrando tutte le sue qualità che ci ha fatto vedere, e che non possono essere sparite. Zarate, non deve sentirsi solo, questo è fondamentale: deve avere la fiducia del gruppo e dell’ambiente biancoceleste anche quando sbaglia, sarà poi compito del mister riprenderlo per gli errori commessi. Klose può essere la sua guida, per l’esperienza e la qualità del tedesco, ma ovviamente gran parte del lavoro deve essere svolto dall’argentino stesso, poiché la sua crisi dipende unicamente da un blocco mentale e non fisico. Quando prende palla, o si muove per il campo, trasmette a tutti la sensazione di stress e disagio che prova, arrivando ad estraniarsi dalla partita stessa. Domenica ha mancato l’occasione di riprendersi la Lazio, poteva essere la gara giusta, ancora una volta, ma non è stato cosi. Petkovic l’ha detto, non rincorre gli avversari, gli manca quella cattiveria agonistica che aveva nel suo primo anno a Roma, quando un velo di scetticismo lo aveva accompagnato alla Lazio, quando Zarate non era ancora nessuno. Forse proprio questo deve fare l’argentino, esser considerato come un calciatore normale e lasciarsi il passato alle spalle ricominciando da zero.

Simone Davide – Cittaceleste.it

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