Zarate: Davvero non serve?

Zarate: Davvero non serve?

ROMA – “Zarate e gli altri devono dare di più”. Lo ha dichiarato mister Vladimir Petkovic a margine della trasferta di Atene, dove la Lazio è uscita con un solo punto giocando male. Eppure l’argentino ha pagato dazio con la mancata convocazione di Firenze, la seconda stagionale dopo quella di…

ROMA – “Zarate e gli altri devono dare di più”. Lo ha dichiarato mister Vladimir Petkovic a margine della trasferta di Atene, dove la Lazio è uscita con un solo punto giocando male. Eppure l’argentino ha pagato dazio con la mancata convocazione di Firenze, la seconda stagionale dopo quella di Pescara, mentre gli altri no. Ma chi sono i così detti “altri”? Sono le seconde linee, le prime alternative dalla panchina all’undici titolare biancoceleste, che dovrebbero garantire la possibilità di interscambio, in corsa come dal primo minuto, al fine di poter conservare le energie degli elementi più utilizzati. Sono i casi di Cana, Kozak, Ciani, Floccari e appunto, Mauro Zarate, che fino a questo momento, non hanno certo brillanto per prontezza e puntualità alle chiamate ricevute. Ogni caso andrebbe trattato con argomenti differenti, ma quello del Pibe de Haedo è sicuramente il più singolare e appariscente, se non altro per la disparità di trattamento al lui riservata.

Che da uno dal suo potenziale e indiscutibile bagaglio tecnico, ci si aspetti molto di più di quanto fatto vedere in questo avvio stagionale, è fuori discussione. E’ altrettanto vero però, nelle rare occasioni in cui è stato chiamato in causa, in particolare in casa con il Genoa dal primo minuto e contro il Panathinaikos all’intervallo, la prestazione di tutta la squadra è stata al di sotto delle attese. Tutte le altre sporadiche quanto brevi apparizioni, ma anche i 90′ minuti disputati (bene) nella sfida di ritorno con il Mura05, non possono certo fare il testo di un giudizio complessivo. Che Maurito diventi il capro espiatorio di una panchina apparentemente non all’altezza, risulta quantomeno fuoriluogo e scoraggiante per lo stesso giocatore, che invece avrebbe bisogno di stimoli extra. Stimoli che sembrava avere completamente ritrovato durante il ritiro estivo, mettendo in mostra un condizione fisica invidiabile, unita ad un atteggiamento positivo ed entusiastico nei confronti di tutto l’ambiente laziale. Il tecnico lo teneva in considerazione, i tifosi intravedevano il campione potuto ammirare qualche anno fa, la società cominciava a ricredersi: un quadro ideale, la cornice perfetta.

Troppa luce forse, così i colori sono presto sbiaditi. Perchè i presupposti di un eventuale inserimento nella formazione scelta da Petkovic, che sugli esterni preferisce Mauri e Candreva, non si sono infine concretizzati con la conferma del modulo con Klose unica punta. Ciò non toglie, che il numero 10 laziale potrebbe e dovrebbe dare di più, ma non meno dei sopracitati coleghi che, come lui, partono in seconda fila e nonostante un rendimento egualmente sottotono, vengono regolarmente convocati. In un momento nel quale si deve fare a meno di Ederson per infortunio, con Mauri acciaccato e Lulic lontano parente di quello ammirato l’anno passato, le soluzioni languono. Vada per il furto arbitrale subito al Franchi, ma sotto di un gol si è avvertita l’assenza di un cambio dalle spiccate doti offensive, di cui poter disporre per svoltare una gara in salita. Bastone e carota è il metodo di Petkovic per stimolare il gruppo delle riserve, ma troppo bastone rischia, nei confronti di Zarate, di far perdere di vista la carota stessa.

Francesco Pagliaro

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