Zarate: ‘Mi mancano fiducia e minuti’

Zarate: ‘Mi mancano fiducia e minuti’

A LazioStyle Radio c’è ospite Mauro Matias Zarate che ieri, in occasione della sfida contro il Panathinaikos, è tornato in campo conquistando un posto da titolare. Al suo fianco, in assenza di Miroslav Klose che si gode un po di riposo, ci sono Libor Kozak, autore di una doppietta, e…

A LazioStyle Radio c’è ospite Mauro Matias Zarate che ieri, in occasione della sfida contro il Panathinaikos, è tornato in campo conquistando un posto da titolare. Al suo fianco, in assenza di Miroslav Klose che si gode un po di riposo, ci sono Libor Kozak, autore di una doppietta, e Sergio Floccari che ha chiuso il match con il terzo centro. Il giocatore argentino è stato l’ultimo attaccante a rimanere a secco contro i greci saltando l’appuntamento con il goal che risolleverebbe il suo morale e la fiducia che i tifosi non provano più nei suoi confronti. Il ragazzo di Haedo ora analizza la sua prestazione ed individua il problema principale: “Mi manca la fiducia in me stesso, che dipende dai minuti e dalle partite che ancora non ho. Semplicemente mi manca giocare. Sicuramente se avessi segnato, avrei detto altre parole, avrei detto di aver fatto il mio lavoro, cioè fare gol”.

Il giocatore non riesce a passare sopra a questa situazione che lo tiene lontano dalla rete da troppo tempo. Una prestazione sufficiente, quellla di ieri, coadiuvata dai compagni di attacco per un modulo che ha fatto proprio in questa occasione il suo debutto: “Ci siamo trovati bene: io facevo il trequartista, mentre loro giocavano da punta. Libor ha fatto due bellissimi gol, Sergio ha fatto il terzo gol che ci ha dato la sicurezza. La mia è stata una partita normale. Ho lavorato per la squadra, ma conosco le mie qualità e non posso dire di aver disputato una buona partita, mentirei a me stesso”. Sarà la mancanza di fiducia o la posizione, ma l’attaccante ha un’aria triste quando si trova lontano dal suo vero ruolo: “Nella posizione di ieri sto più lontano dall’area, ma cerco di fare gol, di lavorare prima di tutto per la squadra e di fare la differenza con le mie giocate. Ho avuto un paio di occasioni, oltre alla punizione: non ho segnato, ma l’importante è che abbiamo vinto”.

Poi l’argomento si sposta sull’evento principale ed imminente. Ecco infatti che si parla di stracittadina e dello stato d’animo che accompagna anche i calciatori: “Un po’ di ansia. Il giorno prima è terribile, non vedi l’ora che l’arbitro fischi l’inizio. Quando fai il riscaldamento è bellissimo, c’è la gente della Lazio. Poi quando vinci è ancora più bello”. L’ultima battuta è divertente e riguarda il compleanno del portiere Albano Bizzarri: “Veramente è il suo compleanno?! Non ha detto niente, perché non voleva comprare le pastarelle! (ride ndr). Io lo chiamo il Pink Panther!”.

Francesca Cuccuini

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