ZOOM – Hernanes e Lulic, grandi rifiuti a Petkovic

ZOOM – Hernanes e Lulic, grandi rifiuti a Petkovic

ROMA – Il paziente chiede pazienza. «L’intervento è andato bene – ieri ha detto Klose alla Bild – Doveva essere fatto, ho giocato per settimane con il dolore. Assicuro che farò di tutto per tornare in campo il più velocemente possibile, per la Lazio e per la Nazionale». Ecco svelato…

ROMA – Il paziente chiede pazienza. «L’intervento è andato bene – ieri ha detto Klose alla Bild – Doveva essere fatto, ho giocato per settimane con il dolore. Assicuro che farò di tutto per tornare in campo il più velocemente possibile, per la Lazio e per la Nazionale». Ecco svelato il perché delle prestazioni poco brillanti del tedesco: Miro giocava con un forte dolore al piede destro che, di fatto, annullava il suo proverbiale guizzo. Tornerà tra un mese, almeno secondo i programmi tra cure e riabilitazione. Nel frattempo, però, Petkovic dovrà lavorare sodo per cercare soluzioni alternative che consentano alla squadra di metabolizzare l’assenza più importante e di tornare a far male anche in trasferta, dove la Lazio quest’anno non ha raccolto neanche un punto e la scorsa stagione appena un terzo del totale (in tutto il 2013 solo 6 punti lontano dall’Olimpico). Non è un male di stagione, dunque. E al tecnico servirà tutta la pazienza di cui dispone, l’impresa non è per nulla facile e metterà a dura prova gli equilibri interni del gruppo. E non perché alla Lazio tremino le gambe al pensiero di dover affrontare domenica il Sassuolo, comunque reduce dal pareggio di Napoli. Ma perché nel gruppo c’è giocatore e giocatore: chi stringe i denti anche se ha dolore al piede; chi, come Ederson e Candreva, sarebbe disposto anche ad andare in porta pur di giocare e chi fa i capricci e accetta di scendere in campo solo dove dice lui. Due, in particolare, hanno opposto a Petkovic il gran rifiuto nel momento di massima emergenza: Hernanes, il fuoriclasse «che può decidere da solo la partita», parole del tecnico; e Lulic, ovvero l’uomo di Petkovic. Non due qualunque. Il brasiliano ha già fatto sapere di non essere disposto ad avanzare di venti metri come quando c’era Reja, ora che ha conquistato la mediana e che la conquista gli è valsa il posto fisso nella Seleçao. Anche se la Lazio si trova nella condizione di dover aumentare il peso offensivo visto che Klose non c’è, Floccari non punge e Perea è ancora acerbo. Petkovic ha dovuto incassare un secco «no» e la panchina di Hernanes contro il Catania ha aperto il dualismo con Ederson: se il nuovo modulo è il 4-2-3-1, dietro la punta ci sarebbe un solo posto per due, ma uno ha deciso già di farsi fuori da solo. Per Lulic è un po’ più facile, la concorrenza ancora non c’è dato che Mauri è out mentre Felipe Anderson e Vinicius aspettano il debutto. Col Catania Senad doveva scalare terzino, ma dopo i fasti del 26 maggio il bosniaco ha deciso che non vuole più tornare indietro. Petkovic ha dovuto riesumare Pereirinha, poi andato benone. Ma la domanda è: cosa c’entra tutto questo con la fame che «Petko» chiede ai suoi? (Corriere della Sera)

Cittaceleste.it

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