ZOOM – Il primo amore non si scorda mai, Petko: ”Proveremo la difesa a tre”

ZOOM – Il primo amore non si scorda mai, Petko: ”Proveremo la difesa a tre”

( di Francesco Pagliaro) AURONZO DI CADORE – Petkovic ha iniziato lo spoglio della margherita tattica per la stagione che verrà: m’ama o non m’ama? Continuerà stabile la relazione con il 4-1-4-1 oppure, dopo i diversi flirt visti durante il campionato passato, tornerà al suo vecchio amore, il 3-4-3? All’alba…

( di Francesco Pagliaro) AURONZO DI CADORE – Petkovic ha iniziato lo spoglio della margherita tattica per la stagione che verrà: m’ama o non m’ama? Continuerà stabile la relazione con il 4-1-4-1 oppure, dopo i diversi flirt visti durante il campionato passato, tornerà al suo vecchio amore, il 3-4-3? All’alba della preparazione estiva di quest’anno, Petkovic ha risposto lasciando entrare diversi raggi di sole, quasi nella speranza che siano proprio i giocatori ad illuminare un nuovo corso tattico: ”La scelta della difesa a tre non dipende solo da me, ma dai giocatori e da cosa potranno dare in più. Per me contano i principi, fondamentali per ogni sistema. Se la difesa a tre si dimostra meglio della difesa a 4,  potrebbe essere una soluzione”. Nel dna biancocelste per ora, ci sono ancora quattro particelle in linea, ma pronte a ricomporsi nella vecchia alchimia petkonianaMagari in maniera difinitiva. Tanto più che fino alla fine del ritiro 2012,  la scelta del modulo era stato un rebus in costante aumentio di difficoltà, amichevole dopo amichevole, risolto sui nastri di partenza. Tutto  grazie alla buona volontà dello staff tecnico, autore di un passo indietro rispetto le esigenza iniziali, ma anche dei componenti più anziani della rosa che, di contro, avevano diminuito la resistenza al cambiamento dopo due anni di 4-2-3-1 sotto la guida di Edy Reja.  Un film pronto al remake anticipato, con il tecnico alle prese con un finale che possa finalmente parlare di difesa a tre. Lo confermano le indicazioni provenienti dal mercato, con ben sette difensori centrali in organico, Cana e Radu inclusi. Le prove sul campo lo confermano. Inoltre, anche ipotizzando un’eventuale operazione in uscita, si scenderebbe a quota sei elementi, numero perfetto per avere un’alternativa per ognuno dei possibili titolari. Oltretutto ci sarà la necessità di valorizzare i tanti centrocampisti in organico, con particolare riferimento ad esterni e trequartisti, tanti e di qualità. Insomma, Petko ci proverà. E dii certo quest’anno, a differenza di quello passato, si ripartirà da qualche solida certezza. Da una scultura ben definita, ma pronta ad essere rimodellata, così come pronta a riassumere la forma iniziale se il risultato dovesse essere scarso. Senza rischiare così di mandare tutto in pezzi. Tanto più che incombe la sfida di Supercoppa contro la Juventus, .un appuntamento dove lasciare momentanemante da parte gli esperimenti.

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