ZOOM – Il secondo posto vale 40 milioni di euro

ZOOM – Il secondo posto vale 40 milioni di euro

Un podio da 40 milioni. Arrivare davanti non vale solo per il primato in città: mettere le mani sul secondo posto vuol dire accedere senza passare per fastidiosi passi intermedi, alla fase a gironi della prossima Champions League. Orgoglio certo, successo sportivo. Ma soprattutto soldi: tanti. Arrivare secondi infatti vuol…

Un podio da 40 milioni. Arrivare davanti non vale solo per il primato in città: mettere le mani sul secondo posto vuol dire accedere senza passare per fastidiosi passi intermedi, alla fase a gironi della prossima Champions League. Orgoglio certo, successo sportivo. Ma soprattutto soldi: tanti. Arrivare secondi infatti vuol dire mettere a bilancio qualcosa come 40 milioni di euro, che a seconda di che base fisserà l’Uefa per il market pool destinato alle italiane, potrebbero diventare fino a 50. Perdere o meno quella posizione, e finire terzi, fa tutta la differenza del mondo. Perché oltre a dover superare i preliminari, si accederebbe alla spartizione dei ricavi delle tv per le coppe europee da una posizione svantaggiata. Solo il 15% della prima fetta, contro il 35% di chi arriva secondo. Sembra cervellotico, ma in termini economici vuol dire incassare tra i sette e i dieci milioni in meno. E dieci milioni in più o in meno possono fare la differenza — sotto forma di acquisti — anche in vista della stagione successiva.

 

 

 

Curioso che Lotito e Pallotta, dopo essersi sfidati a parole su conti e bilanci, si ritrovino a duellare proprio per assicurarsi maggiori entrate. Ricordate il comunicato in cui il numero uno laziale rinfacciava al collega giallorosso i 38 milioni di passivo dell’ultimo esercizio sventolando il suo pareggio di bilancio? Magari dopo l’ultima semestrale, chiusa in rosso per 11,85 milioni di euro, Lotito lo avrebbe evitato, ma chiudendo davanti ai rivali cittadini avrebbe già sostanzialmente appianato quel negativo. Lo dimostra l’ultimo bilancio romanista, in cui i 40 milioni della Champions appena disputata sono già una realtà sostanziale. Proprio la società di Trigoria, prima ancora di dover registrare il sorpasso la- ziale, aveva messo le mani avanti e preparato due business plan per la prossima stagione: un piano di sviluppo con il secondo posto, e quindi con entrate certe, uno con il terzo. In questo caso, assistere a cessioni nobili — la Roma sul trading di calciatori, venduti dopo averli valorizzati, ha costruito la propria forza — sarebbe decisamente più probabile. Soprattutto per completare davvero le operazioni (intanto Sabatini ha gettato le basi, dopo il match con il Torino, per l’acquisto dai granata del terzino brasiliano Bruno Perez) sarebbe necessario comunque aspettare l’esito del preliminare. Al contrario, con il secondo posto Lotito farebbe molta meno fatica a resistere alle sirene di mezza Europa, dal Bayern al Psg, passando per Real Madrid, City e United per Felipe Anderson. E magari investire su una punta di livello internazionale per fare il salto di qualità e provare davvero a competere per il titolo, anche anticipando le più rosee previsioni del ds Tare, che a febbraio annunciò: «Entro due o tre anni vogliamo a lottare per lo scudetto». (fonte: La Repubblica ed. Roma)

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