Zoom – Il vestito europeo calza a pennello

Zoom – Il vestito europeo calza a pennello

ROMA – La Lazio sorride all’Europa, che di rimando osserva con uno sguardo torvo e giustizialista. I fatti prepartita della gara con il Tottenham, ma anche quanto poturo “ascoltare” durante gli stessi 90 minuti, hanno rovinato il risultato ottenuto anzitempo con serenità e grande convizione nei propri mezzi. La qualificazione…

ROMA – La Lazio sorride all’Europa, che di rimando osserva con uno sguardo torvo e giustizialista. I fatti prepartita della gara con il Tottenham, ma anche quanto poturo “ascoltare” durante gli stessi 90 minuti, hanno rovinato il risultato ottenuto anzitempo con serenità e grande convizione nei propri mezzi. La qualificazione matematica alla fase finale di Europa League non è cosa di poco conto, soprattutto se si considera il cammino, quasi sempre tortuoso e altalenante, tracciato nelle stagioni precedenti. Con Ballardini nel 2009 fu una disfatta assoluta, con i soli sei punti conquistati, sotto la gestione Reja invece il passaggio del turno arrivò al fotofinish con la vittoria sullo Sporting Lisbona, ma solo grazie al successo dello Zurigo sul Vaslui.

La linea tracciata da Vladimir Petkovic è decisamente retta, senza imperfezioni, che fin dalla gara d’apertura con il Maribor ha puntato dritta all’obiettivo. Nessuna deviazione, con un tratto forte e deciso come vuole il tecnico biancoceleste, che ha disegnato una veste dai profili europei per la sua squadra: aggressività, pressing e bel gioco. Una Lazio che piace, crea tante occasioni da rete, ma al contempo non concede troppo agli avversari. Non a caso la difesa laziale, con una sola rete al passivo, è la meno battuta del girone J, etichettato come il più difficile e competitivo della manifestazione. Non solo, perchè anche allargando la statistica ai partecipanti alla Champions, nessuna ha fatto meglio, con Paris Saint Germain e Porto a quota due. Tra le italiane in EL, è quella che ha meglio figurato, se non altro per costanza di rendimento. Ora per garantirsi il passaggio come prima in classifica, serve solo l’ultimo sforzo in trasferta con il Maribor, dove potrebbe bastare anche un punto.

Il primato garantirebbe di evitare sorteggi pericolosi, con le prime degli altri gironi, ma soprattutto con le squadre che scenderanno dalla Champions League. La sensazione è che, la compagine capitolina, possa arrivare lontano e dare grandi soddisfazione ai propri tifosi. Ad oggi, una sfida come quella dell’anno passato contro l’Atletico Madrid, sarebbe pane per i denti di Petkovic. Un allenatore con tanta fame di vittorie, che ha voglia di imporsi sul panorama internazionale, e non bada al costume tutto italiano che considera l’Europa League una coppa di Serie B. Anzi, con i fatti ha dimostrato di volerci puntare, scegliendo sempre e comunque il migliore undici possibile, tranne in occasione della settimana del Derby. Eppure, anche lì i risultati lo hanno premiato.

E’ altrettanto vero che, più avanti, con l’aumentare del coefficiente di difficoltà, sarà difficile applicare un turnover simile a quello visto all’Olimpico con il Panathinaikos. Senza contare che presto si aggiungeranno le fatiche della Coppa Italia. Chissà che quest’anno la società non intraveda i limpidi bagliori di un possibile trofeo da mettere in bacheca, così che nel prossimo mercato di gennaio, si possa puntellare la rosa con un paio di innesti intelligenti. Allora sì che le prospettive andrebbero di pari passo con i sogni di gloria.

Francesco Pagliaro

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