ZOOM – Lulic fa Roma in un giorno: “Devo ancora svegliarmi”

ZOOM – Lulic fa Roma in un giorno: “Devo ancora svegliarmi”

ROMA – Sfreccia ancora nell’ombra d’un dio dopo aver castigato la Roma. Corri Lulic, corri. Un gol solenne come un giuramento: promette, mira lì e fa centro. E’ così bello sanguinarci dentro: spara Senad, spara. E il cuore giallorosso è in frantumi. Quel pallone rimarrà ficcato in eterno, è un…

ROMA – Sfreccia ancora nell’ombra d’un dio dopo aver castigato la Roma. Corri Lulic, corri. Un gol solenne come un giuramento: promette, mira lì e fa centro. E’ così bello sanguinarci dentro: spara Senad, spara. E il cuore giallorosso è in frantumi. Quel pallone rimarrà ficcato in eterno, è un gol per sempre, è un gol indelebile. Cancella la Roma, forgia una corona. Indossala bosniaco d’oro, re a sorpresa, re matto e improbabile. Sovrano della capitale, imperatore della Coppa Italia, leggenda del derby. Magno Lulic, hai fatto Roma in un giorno: “Ci vorrà qualche settimana, forse qualche anno per realizzare questo sogno. Ho visto gente piangere, i tifosi, anche i nostri massaggiatori. Il derby è una cosa incredibile – bisbiglia a Lazio Style – e stavolta io e i miei compagni entriamo nella storia”.

IL FUTURO – Risorto, adesso è immortale. Acciaccato, deragliato per metà stagione, vagava per il campo, sbandava sulla fascia. Istituto Lulic traballava. Il freddo di tutto l’inverno l’altro ieri bruciava più dell’inferno: aveva perso il binario, il trenino Senad, s’era smarrito, il polpaccio gli impediva di splendere. Domenica riecco Lulic abbagliante all’imbrunire. Figlio delle stelle, figlio di Vlado (Petkovic lo scoprì in un’arcata di Berna), figlio della Lazio ormai. Che non provi a sganciare il cordone: “Ho un contratto qui, adesso andrò in Nazionale per 15 giorni, poi inizieranno le vacanze e vedremo…”. Tante offerte lo tentano, ha rinnovato sino al 2016, non faccia scherzi. Corre pure nei sogni, lasciando un scia d’incubo. E i cuori dei laziali trepidano. Non è tempo di svegliarsi male.

UNA RETE ETERNA – Beniamino di felicità, Senad. La tristezza è un ricordo sbiadito, riempito di champagne barcollando a Ponte Milvio. Quella rete magica è nata tanti anni fa, ha attraversato la storia, è passata dalla guerra nell’ex Jugoslavia. Fuggito piccolo dalla Bosnia, Lulic s’è trasformato in mina vagante dell’area di rigore. S’è fatto esplodere sulla Roma, questo benedetto kamikaze. E tutta la Nord s’è tuffata con lui, in un impeto di lazialità sfrenata. Quasi arrossisce oggi, Lulic, la città è così cambiata: timido e riservato, a Vigna Clara – dove abita – non può più passeggiare per strada da domenica sera. Non è un tipo da copertina, Senad tutto casa, Sandra – la moglie – e internet. Ama i computer, gira e rigira sul web. Ormai vivrà sospeso in quella rete per sempre.

Alberto Abbate

Cittaceleste.it

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