ZOOM – La difesa riparte da Stoccarda

ZOOM – La difesa riparte da Stoccarda

ROMA – La vittoria contro lo Stoccarda ha sicuramente ridato fiducia all’ambiente: Petkovic ha preso il coraggio a due mani, stravolto la formazione e mandato in campo una squadra equilibrata e compatta. Il risultato ha dato ragione all’allenatore: Pereirinha, pur non brillando, è cresciuto nel corso della partita, Cana e…

ROMA – La vittoria contro lo Stoccarda ha sicuramente ridato fiducia all’ambiente: Petkovic ha preso il coraggio a due mani, stravolto la formazione e mandato in campo una squadra equilibrata e compatta. Il risultato ha dato ragione all’allenatore: Pereirinha, pur non brillando, è cresciuto nel corso della partita, Cana e Ciani al centro della difesa con la loro fisicità sono stati efficaci e Radu si è comportato ancora una volta da leader. Ottime notizie, ma non possiamo dimenticare il campionato e le ultime prestazioni che hanno messo in evidenza il momento di difficoltà che sta attraversando la squadra: la Lazio non è più la compagine solida e cinica che abbiamo ammirato nel girone d’andata, che era stata vicinissima alla Juventus, tanto da far sussurrare a qualcuno la parola “scudetto”. Le cose sono cambiate e la squadra è scivolata via dal terzo posto e ora per la prima volta nel corso della stagione è fuori dal discorso Champions League.

Nulla è ancora scritto, è vero, il campionato è ancora lungo e ci sono tanti scontri diretti che possono permettere alla Lazio di risalire. C’è l’Europa League e c’è una finale di Coppa Italia conquistata proprio battendo i bianconeri. I numeri, però, dicono che la Lazio ha perso smalto e punti da quando la difesa non è più impenetrabile come era ad inizio stagione. Basta confrontare le otto giornate del girone di ritorno con le prime otto gare del girone d’andata per farsi un’idea. Ad inizio stagione erano arrivate sei vittorie e appena due sconfitte (contro il Genoa, ingiustamente, e contro il Napoli), 15 i gol fatti e subiti appena 8. Dal giro di boa in poi il lento peggioramento: solo due vittorie in otto partite (contro l’Atalanta, con qualche apprensione di troppo e contro il Pescara), due pareggi e quattro sconfitte. Sono sette le reti fatte, ma il dato più significativo è quello che riguarda i gol subiti: ben 13. Nelle prime 20 giornate la Lazio aveva un totale di 19 reti al passivo, mentre negli ultimi 8 incontri ne ha incassati 13, raddoppiando incredibilmente la media.

Marchetti, protagonista di un grande campionato e decisivo con un paio di ottimi interventi anche giovedì in Coppa, ha qualche responsabilità sui gol subiti a San Siro. Radu, che era stato eletto il miglior acquisto del 2013, contro il Milan ha commesso diversi errori e Dias è già da qualche partita che appare in difficoltà. Biava è sempre il muro incrollabile, ma da solo non può reggere il reparto e i problemi si moltiplicano anche a causa dell’assenza di Konko. Pereirinha non ha le stesse caratteristiche e altri a disposizione non ce ne sono. Le colpe non sono del solo reparto difensivo. Pensiamo, ad esempio, al centrocampo: Ledesma e Gonzalez hanno le batterie scariche e la panchina è troppo corta per far rifiatare i due. Dalla partita europea è arrivato qualche segnale confortante, ma il campionato italiano incombe e la Fiorentina è rivale ostica. La Lazio però non deve aver timori: bisogna ripartire da subito e per farlo è importante mettere i sigilli alla porta, respingendo gli assalti offensivi.

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