ZOOM – Lazio, con gli uomini contati

ZOOM – Lazio, con gli uomini contati

Finisce qui. La Lazio spremuta dall’Europa League, sfiancata dagli infortuni e dalle squalifiche, si arrende ai suoi limiti e cede il passo a una grande Juve vicinissima a un altro meritato scudetto. Doppietta di Vidal, poi gestione della partita e dodicesima sconfitta in campionato per i biancocelesti che nel girone…

Finisce qui. La Lazio spremuta dall’Europa League, sfiancata dagli infortuni e dalle squalifiche, si arrende ai suoi limiti e cede il passo a una grande Juve vicinissima a un altro meritato scudetto. Doppietta di Vidal, poi gestione della partita e dodicesima sconfitta in campionato per i biancocelesti che nel girone di ritorno hanno raccolto tante brutte figure. Troppe. Restano sei partite con quattro trasferte e soprattutto la finale di Coppa Italia per rimettere in piedi una stagione da sogno fino a gennaio che si sta però trasformando in un calvario.

Scelte obbligate per Petkovic che è costretto a ripresentare Stankevicius a tredici mesi dall’ultima apparizione ufficiale. A destra recupera Gonzalez, tra infortuni e squalifiche sono sette gli indisponibili ma almeno il tecnico biancoceleste può schierare Mauri e Klose insieme dopo settanta giorni. Dall’altra parte Conte preferisce il modulo più attendista con una sola punta Vucinic che annusa l’aria di tanti derby vissuti con la maglia della Roma. A sostegno il solo Marchisio con Pogba in media a rinforzare un centrocampo straordinario per qualità e quantità con Pirlo e Vidal. Olympia apre le ostilità col solito show tra i fischi dei 10.000 tifosi della Juve. Tre giri e poi giù sul trespolo a mangiare una bella fetta di salmone.

Primo acuto di Hernanes che tira da fuori impegnando Buffon in tuffo ma è solo un fuoco di paglia, risposta juventina con un paio di angoli che fanno venire i brividi a Marchetti. La Lazio invece conferma la sua avversità ai corner: mai un’occasione sulle palle inattive, su questo c’è molto da lavorare per il tecnico bosniaco. Al 7′ però la partita gira prima ancora di cominciare per un’ingenuità di Cana che stende Vucinic senza motivo costringendo l’arbitro Giannoccaro a fischiare un giusto rigore (terzo penalty contro nella ultime quattro gara tra coppa e campionato). Vidal con freddezza spiazza il portiere biancoceleste e manda in vantaggio la Juve al primo vero affondo. La reazione c’è ma quando i campioni d’Italia attaccano sono sempre pericolosi con la difesa laziale che sbanda senza nemmeno un titolare in campo. E poco prima della mezz’ora la pratica è già chiusa con lo scudetto in tasca alla Juve e la Lazio che avrà molto da faticare per entrare tra le prime cinque del campionato. Triangolo stretto Marchisio-Vucinic, Cana sbaglia il tempo dell’intervento, il pallone rotola col giro giusto sui piedi di Vidal che beffa Marchetti in uscita disperata: 0- 2 e Lazio in confusione totale. Solo su punizione Candreva prova a suonare la sveglia con un destraccio che Buffon respinge con difficoltà poi il fischio finale di un primo tempo a forti tinte bianconere. Biancocelesti in emergenza e senza energie per colpa dell’impegno di giovedì sera col Fenerbahce, troppo facile per la Juve infilarsi nelle praterie lasciate da una difesa improvvisata e alla fine il doppio vantaggio e persino poco rispetto ai pericoli corsi dalla porta di Marchetti.

Petkovic guarda la panchina per provare a cambiare qualcosa ma si accorge che ha davvero ben poco a disposizione: sei giovani della Primavera, il brasiliano Ederson, i tre attaccanti Saha, Kozak e Floccari oltre al secondo portiere Bizzarri. Insomma ci vorrebbe un miracolo per rianimare la sconclusionata truppa biancoceleste, ci sarebbe bisogno di qualche giocatore fermo per infortunio o per squalifica. Ci prova lo stesso Petko, dentro Ederson e Kozak per Hernanes e Mauri, due grossi calibri alle prese con problemi fisici evidenti. Lazio col 3-5-2, Gonzalez scala a sinistra, Stankevicius torna a destra: piccoli accorgimenti per provare a fare male alla Juve in controllo totale della partita. Ciani gira bene di testa, Buffon salva con un tuffo dei suoi, Marchisio sfiora il terzo gol ma fallisce l’agevole tap-in come già fece nella semifinale di coppa Italia

. Al 16′ Kozak fallisce un’occasione colossale ma quando al 21′ si accascia anche Ledesma è la resa definitiva: entra il giovanissimo Crecco. Esplode, come era ampiamente prevedibile, la contestazione della Nord per Lotito e il suo immobilismo sul mercato che ha contribuito a un girone di ritorno da zona retrocessione. Cori solo per Cragnotti presente in tribuna dopo tanti anni. Poi solo la festa bianconera e la tristezza biancoceleste.

Fonte: Il Tempo

Cittaceleste.it

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