ZOOM – Lazio-Pescara, un tuffo nella rivalità

ZOOM – Lazio-Pescara, un tuffo nella rivalità

ROMA – Lazio-Pescara racchiude in sé una storia che è ben lontana dal calcio giocato, dai giocatori in campo, dagli schemi degli allenatori. Una storia che viene direttamente dagli spalti, dalle curve, da quei luoghi dove questo sport è vissuto più intensamente. Li dove vivono i tifosi. Proprio loro sono…

ROMA – Lazio-Pescara racchiude in sé una storia che è ben lontana dal calcio giocato, dai giocatori in campo, dagli schemi degli allenatori. Una storia che viene direttamente dagli spalti, dalle curve, da quei luoghi dove questo sport è vissuto più intensamente. Li dove vivono i tifosi. Proprio loro sono i protagonisti: i supporter di Lazio e Pescara. Protagonisti di una delle rivalità più longeve e misteriose che il calcio italiano annoveri. Longeva perché è dagli anni ’70 che esiste dell’astio tra le due parti. Misteriosa perché non sono ancora chiari i motivi che la fecero scatenare.
Andando a cercare, tra gli episodi che legano le due squadre, qualche avvenimento che possa essere considerato l’inizio di tutto, ci si imbatte in un fatto accaduto il 30 ottobre del 1977. Quel giorno, a Roma, si teneva la sfida tra il club biancoceleste e quello abruzzese. Sembra che, poche ore prima della partita, dei tifosi della Lazio siano riusciti a rubare degli striscioni e alcuni tamburi dei pescaresi per poi farne bella mostra in curva durante il match. Ciò avrebbe scatenato l’ira dei supporter del Pescara che, non potendo replicare immediatamente, covarono rancore verso i laziali così tanto da farne nascere una rivalità che dura ancora oggi.

Un altro episodio che potrebbe essere visto come la causa scatenante risale, invece, al 1992. Un fatto che però non è accaduto né in occasione di qualche partita, né tantomeno nelle due città di appartenenza dei club. Bensì in Emilia Romagna, più precisamente a Riccione. Fuori una delle discoteche più famose della riviera ci fu una colluttazione durante la quale perse la vita Maurizio Mazzocchetti, un ragazzo pescarese giunto nella località romagnola per trascorrere le sue vacanze. Alcuni testimoni della vicenda raccontarono di aver visto una macchina targata Roma scappare dal luogo dell’omicidio subito dopo l’avvenimento. Con il trascorrere del tempo e il rincorrersi di voci i romani all’interno della macchina divennero tifosi laziali. Tutto ciò contribuì ad inasprire i rapporti tra i tifosi.
La lunga militanza del club abruzzese nella serie cadetta ha fatto pensare ad un graduale affievolirsi della contesa. Il ritorno del Pescara in A l’ha di colpo riportata alla luce. E lo ha fatto nel modo peggiore possibile. Nei giorni precedenti la sfida che avrebbe visto affrontarsi il Pescara e la Lazio nello Stadio Adriatico, sono apparsi sui muri della città alcuni manifesti di dubbio gusto che recavano la scritta “La caccia è aperta” sormontata dall’immagine di cacciatore che con un fucile mirava ad un aquila in volo. Fortunatamente nessun avvenimento tragico segnò quella giornata. Ci si augura che ciò accada anche in occasione dell’arrivo degli abruzzesi a Roma.

Il calcio dovrebbe raccontare storie legate al pallone, al sudore e a tutto ciò che rimane dentro le quattro linee che determinano il campo di gioco. Dagli spalti vorremmo vedere solo bandiere, striscioni e persone divertite dal grande spettacolo che solo il calcio può dare.

Francesco D’Andrea

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