ZOOM – Petkovic e Montella, questione di stile

ZOOM – Petkovic e Montella, questione di stile

La sorpresa contro la conferma. Petkovic contro Montella per una sfida che vale l’Europa e sa di Derby, visti i trascorsi dell’allenatore della Fiorentina. Sono solo due i punti di differenza in classifica tra le squadre che restano, senza dubbio, tra le maggiori sorprese del campionato. Vincenzo Montella si conferma…

La sorpresa contro la conferma. Petkovic contro Montella per una sfida che vale l’Europa e sa di Derby, visti i trascorsi dell’allenatore della Fiorentina. Sono solo due i punti di differenza in classifica tra le squadre che restano, senza dubbio, tra le maggiori sorprese del campionato.

Vincenzo Montella si conferma uno degli allenatori più bravi e ambiti di tutta la serie A. Ma, se possibile, il “sergente” è stato il vero “crac” della stagione. Arrivato come il signor nessuno, si è guadagnato rapidamente la stima ed il rispetto di tutti. In fondo, ci sono anche dei punti in comune tra i due tecnici: la ricerca del risultato sempre attraverso il bel gioco e soprattutto l’utilizzo del playmaker basso alla vecchia maniera. Ledesma da una parte e Pizarro dall’altra sono i punti di riferimento. Giocatori dotati di grande tecnica e capacità di dare fisionomia e tempi alla squadra: registi, metronomi, equilibratori.

“Montella e Petkovic sono simili, hanno entrambi un profilo di grande qualità a livello professionale e tutti e due cercano poco l’esposizione mediatica”. Cosi Lotito, ha messo in relazione i due allenatori. E che li stimi entrambi, non ci sono dubbi. Prima di svoltare sul Vlado Petkovic, Lotito (uno che raramente sbaglia scelta) ci aveva provato pure con l’aeroplanino. Che però, da ex bandiera della Curva Sud, aveva preso tempo e atteso una proposta alternativa. Montella è sbarcato a Firenze e il presidente della Lazio allora ha pescato il jolly fuori dall’Italia. Ma con lo stesso profilo dell’ex romanista.

Davanti ai microfoni, mai una parola fuori posto, Petkovic come Montella. Mai una reazione sopra le righe. Sempre calmi, pacati con lo stile che li accomuna e allo stesso tempo li contraddistingue dalla gran parte dei loro colleghi. Oggi se la vedranno faccia a faccia. Cercando solo la vittoria, ma con la consapevolezza che una sconfitta non cambierebbe il senso di una stagione comunque positiva.

Chiaro, per la classifica è uno scontro diretto, che pesa tantissimo per la corsa all’Europa, anche attraverso l’ingresso principale della Champions League. La Lazio sta pagando a caro prezzo il fatto di esser tutt’ora in corsa su tre fronti con una rosa accorciata da qualche infortunio di troppo; la Fiorentina resta bella da vedere, ma dai risultati altalenanti: media da primi posti in casa e balbettante in trasferta.

Uno spareggio al sapore di derby, visto il numero degli ex romanisti, ora in maglia viola, disposti all’Olimpico a dare qualcosa in più. All’andata vinse la Fiorentina, ma la Lazio giocò bene e fu frenata da alcuni errori arbitrali (rete del pari annullata a Mauri e negato un possibile rigore per un mani di Cuadrado), prima di subire espulsione e raddoppio di Toni. Ovvio, che all’Olimpico, oggi voglia rifarsi. Ribadendo la buona forma mostrata in Europa – dove per la prima volta nella sua storia ha vinto in Germania – e sperando che la Fiorentina double-face proponga ancora il vestito sgualcito. Quello da trasferta. 

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