ZOOM – Petkovic vs Labbadia: Strateghi a confronto

ZOOM – Petkovic vs Labbadia: Strateghi a confronto

ROMA – Due strateghi, entrambi fautori del bel gioco, fatto di pressing, intensità e duttilità tattica: Bruno Labbadia e Vladimir Petkovic. Uno si sta facendo conoscere in Italia grazie alla chiamata della Lazio, l’altro è ormai noto da tempo al movimento calcistico tedesco, e quella dello Stoccarda è solo l’ultima…

ROMA – Due strateghi, entrambi fautori del bel gioco, fatto di pressing, intensità e duttilità tattica: Bruno Labbadia e Vladimir Petkovic. Uno si sta facendo conoscere in Italia grazie alla chiamata della Lazio, l’altro è ormai noto da tempo al movimento calcistico tedesco, e quella dello Stoccarda è solo l’ultima delle panchine su cui si è seduto in Bundesliga. Tutti e due vantano un passato da giocatore: come centrocampista il laziale, da prima punta il biancorosso. Ed è proprio da protagonista del rettangolo di gioco che, quest’ultimo, ha ottenuto i risultati migliori. Una carriera svolta esclusivamente in Germania, dove tra Bundes e Bundes 2, ha collezionato oltre cinquecentocinquanta presenze e ben duecentoquattro segnature. Nel suo palmares vanta due campionati vinti, uno con la maglia del Kaiserslautern (con il quale ha trionfato anche in Coppa Nazionale), l’altro tra le fila del Bayern Monaco.

La carriera da allenatore è relativamente giovane, iniziata nel 2003 sotto il segno del Darmstad, club che lo aveva lanciato come calciatore dopo la trafila delle giovanili. In cinque anni conquista la massima serie teutonica, con Il Bayern Leverkusen che decide di puntare su di lui e, nel 2008 ad appena 42 anni, lui ripaga con una finale di Coppa di Germania, poi persa con il Werder Brema per 1-0.  Quanto basta per attirare le attenzioni dell’Amburgo, che lo mette sotto contratto per la stagione successiva, salvo poi esonerarlo dopo meno di dodici mesi. E’ ripartito da Stoccarda, con il quale ha rischiato una clamorosa retrocessione al primo anno, mentre ha chiuso al sesto posto nel campionato 2011/2012 , qualificandosi per quell’Europa League che l’ha condotto fino alla sfida con la Lazio di Petkovic. Finora un percorso, quello di Labbadia, non certo esaltante, ma neanche il suo dirimpettatio può dire di aver fatto meglio nelle esperienze svizzere e turche.

Eppure esprimono un concetto di calcio piacevole, moderno e dal carattere internazionale, come messo in evidenza dalla dissonanza di risultati tra campionato e coppe. In particolare lo Stoccarda è semifinalista di Coppa di Germania (Lazio in finale), ha raggiunto gli ottavi in Europa League, ma è quint’ultimo in campionato. Con le dovute proporzioni, anche in considerazione della disparità tecnica tra le due rose, fin qui i due starebbero ottenendo risultati equivalenti. Il ritorno di stasera farà dunque la differenza. E Nel confronto dell’andata ha avuto la meglio il tecnico di Sarajevo, nonostante il collega avesse ben preparato la partita, tanto da poter recriminare per due-tre occasioni fallite sul risultato di 0-0. Con un Olimpico vuoto, Labbadia non vorrà lasciare nulla di intentato, anche se lo 0-2 mette Petkovic in assoluto vantaggio. L’italo-tedesco chiederà probabilmente la benevolenza dei suoi antenati, essendo i suoi genitori di Latina, ma dall’altra parte troverà un avversario pronto a rispondere schema su schema. 4-1-4-1, 3-4-3, 4-2-3-1 o 4-4-2: tutto in uno. Un duello per gli amanti della tattica.

Cittaceleste.it

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