ZOOM – Torna Ledesma, torna la Lazio!

ZOOM – Torna Ledesma, torna la Lazio!

Cristian Ledesma è così: tanto silenzioso, quanto decisivo. È il pedigree atipico del leader: non tanto un giocatore appariscente, ma uno che bada più alla sostanza che alla forma. Quello di cui ti accorgi soprattutto quando non c’è. Il termine di paragone è bello che servito: in 72 ore, la…

Cristian Ledesma è così: tanto silenzioso, quanto decisivo. È il pedigree atipico del leader: non tanto un giocatore appariscente, ma uno che bada più alla sostanza che alla forma. Quello di cui ti accorgi soprattutto quando non c’è. Il termine di paragone è bello che servito: in 72 ore, la Lazio si è accorta di cosa voglia dire giocare con o senza di lui. Non che, soltanto con l’italo-argentino in più, la partita di Siena sarebbe stata vinta, ma una mano al centrocampo di certo Ledesma avrebbe potuto dargliela. Pazienza, l’importante era tornare subito ai posti di comando: con il Borussia Moenchengladbach si è rivisto Ledesma, e si è rivista la vera Lazio. Che non avrà avuto davanti l’avversario visto una settimana prima in Germania, ma che dal rientro del suo faro a centrocampo ha tratto solo benefici.

Senza simili
Se è vero che, nella fase offensiva di Petkovic, nessuno ha una posizione standard e definita per i 90’, c’è un punto che resta fisso. Ledesma. E la Lazio non ha un giocatore come lui: quando c’è, gente come Gonzalez e Hernanes può sentirsi svincolata dai suoi compiti di regia, e tutto il gioco ne risente in positivo. L’uruguaiano ha addirittura segnato in una delle tante apparizioni nell’area tedesca, il brasiliano si è potuto prendere qualche minuto di ferie, senza brillare come in passato ma senza scendere al di sotto della sufficienza. Aspetto, questo, che è invece una prerogativa di Ledesma: Marchetti a parte (6,38), il centrocampista ha la media voto più alta di tutta la Lazio (6,28, dietro soltanto a Scaloni, ora all’Atalanta e valutato su sole quattro partite), ed è nella top ten dei centrocampisti meglio giudicati della Serie A. Quanto a minuti, invece, solo Biava con 2144’ ha giocato più di Ledesma (2074’), altro segnale di imprescindibilità, supportato anche dal bottino portato a casa dalla Lazio nelle due partite di campionato in cui ha dovuto fare a meno di lui: un pareggio con il Torino il 31 ottobre, una batosta a Siena lunedì scorso.

Cambio di mentalità
Cosa che, se la Lazio vorrà crescere davvero, non dovrà più ripetersi. «Dobbiamo acquisire una mentalità vincente», ha detto Ledesma dopo la vittoria col Borussia. Mentalità che si acquista, prendendo le parole di Candreva, «avendo lo stesso approccio sia con le grandi che con le piccole squadre». Col Pescara, che grande non è, tornerà anche Ledesma, sperando in un monday night migliore di quello (bianco) nero di Siena.

Fonte: Gazzetta.it

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