ZOOM – Tutti contro tutti. E la Lazio crolla…

ZOOM – Tutti contro tutti. E la Lazio crolla…

Petkovic si, Petkovic no, Petkovic forse. La giornata del tifoso della Lazio corre via tra mille dubbi e nessuna certezza. Anzi, una: il primato della Roma. La stagione dei giallorossi dalle parti di Formello non fa che acuire una situazione già di per sé complessa. Intanto la Lazio smentisce le…

Petkovic si, Petkovic no, Petkovic forse. La giornata del tifoso della Lazio corre via tra mille dubbi e nessuna certezza. Anzi, una: il primato della Roma. La stagione dei giallorossi dalle parti di Formello non fa che acuire una situazione già di per sé complessa. Intanto la Lazio smentisce le presunte dimissioni dell’allenatore bosniaco che, nel momento più delicato della stagione, imbocca la strada di casa senza voltarsi indietro. La sconfitta contro l’Atalanta non ha minimamente cambiato i programmi dell’allenatore che già prima della partita contro gli orobici aveva concesso alla squadra un giorno di riposo. Forse i dirigenti avrebbero voluto fare qualcosa di diverso, forse avrebbero voluto togliere ai giocatori il giorno di vacanza per analizzare a Formello l’ennesimo passaggio a vuoto. Forse, in vista della trasferta di Europa League a Cipro avrebbe preteso di vedere i propri stipendiati in campo. Forse tecnico e direttore sportivo hanno avuto uno scambio di vedute. Ovviamente differenti. Forse, forse, forse. Tanti dubbi, ma un unico rischio, quello di vivere una stagione di transizione. Domani sarà il giorno decisivo, con l’incontro tra il presidente e l’allenatore. Lo spogliatoio è spaccato, la vecchia guardia messa all’angolo con la new generation che avanza, ma non troppo. Ledesma e Gonzalez in soffitta, Perea, Biglia e Felipe Anderson in rampa di lancio. Ma più che decollare, la Lazio è crollata. Dopo il cambio radicale di formazione con l’inserimento dei nuovi acquisti, la Lazio ha ottenuto tre pareggi e una sconfitta. Undici punti in classifica, sette in meno rispetto alla passata stagione quando i biancocelesti erano al terzo posto appaiati con l’Inter, a soli quattro punti dalla vetta. Oggi le lunghezze dalla capolista sono tredici, un divario incolmabile che preclude anche il primato cittadino. In meno di cinque mesi l’ambiente laziale è passato dall’inebriante euforia alla depressione più schiacciante. Un mercato carente e mal calibrato ha acceso il malumore dei tifosi, accresciuto domenica dopo domenica dalle prestazioni deludenti della squadra. Ma la campagna acquisti è stata un boomerang che all’interno dello spogliatoio, dove sono venute a mancare le poche certezze che c’erano fino a maggio. In mezzo a tutta questa situazione c’è Petkovic, già sul punto di essere defenestrato nella passata stagione, e salvato unicamente dal gol di Lulic in finale di Coppa Italia. Ma le critiche dei dirigenti sono tornate – più pressanti che mai – dopo il tonfo rimediato nella finale della Supercoppa Italiana contro la Juventus. Il rapporto tra Petkovic e la Lazio è un matrimonio che sta andando avanti per inerzia: lo scetticismo dei dirigenti prima, e di Pektovic successivo alla vittoria della coppa Italia, hanno lasciato invariata la posizione contrattuale dell’allenatore. A fine anno il tecnico bosniaco andrà via, senza rimpianti. Non ne avrà neanche la Lazio, che potrebbe affidare la guida tecnica all’attuale ct dell’Albania De Biasi, ormai svincolato dopo aver fallito la qualificazione ai mondiali con la nazionale delle aquile. Oppure Mihajlovic. L’opzione Reja appare quanto meno remota, ma pur sempre percorribile. Il tecnico goriziano per salvare la Lazio – su suggerimento dei giocatori – pretese di allontanare il diesse Tare dallo spogliatoio già dalla prima trasferta di Parma: riuscì nella doppia impresa di salvare la Lazio, e di chiudere la porta all’albanese. Che, passo dopo passo, riuscì a tornare sul ponte di comando. Ora va in scena un remake già visto, col diesse nuovamente in rotta di collisione con l’attuale tecnico. E’ una situazione che si ripete con una certa insistenza, il presidente Lotito dovrebbe iniziare ad analizzare anche questo aspetto.

 Intanto a Formello va in scena la caccia al responsabile, col presidente Claudio Lotito che vuol vederci chiaro dopo aver speso ventotto milioni di euro. Il presidente chiede conto al diesse Tare, il direttore Tare chiede conto a Petkovic, l’allenatore Petkovic ribadisce tra le quattro mura l’inadeguatezza del mercato portato avanti dal club. Senza prendere in considerazione la polveriera che c’è nello spogliatoio. Domani il presidente Lotito non solo dovrà in un modo o nell’altro raddrizzare la rotta, ma dovrà anche fissare le basi per la prossima stagione: Klose, Hernanes, Marchetti. Il centravanti ha il contratto in scadenza a fine stagione, la Lazio non può attendere gli umori e le decisioni dell’attaccante: se il centravanti non intende continuare la sua avventura romana, lo dica subito. Stesso dicasi per Hernanes: la Lazio non è una rampa di lancio da utilizzare per approdare al Mondiale, la Lazio dev’essere un punto di arrivo, non un punto di partenza. E’ un concetto che dovrebbe intendere anche Marchetti che inizia a dare segni di insofferenza valutando nuove possibili avventure. I dirigenti dovranno gestire al meglio questa fase di transizione, con o senza Petkovic. Con o senza Tare. Ma per il bene della Lazio. (Cittaceleste.it)     

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