Avv.Melandri: “Sembra non ci sia la volontà di affrontare il processo”

Avv.Melandri: “Sembra non ci sia la volontà di affrontare il processo”

ROMA – Il legale di Stefano Mauri, Matteo Melandri, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radiosei, durante la trasmissione ‘Sei volter buongiorno’. L’avvocato fa chiarezza sulla convocazione del centrocampista laziale da parte della Procura di Cremona per la maxi udienza che avverrà il 10 dicembre e sul ritardo delle…

ROMA – Il legale di Stefano Mauri, Matteo Melandri, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radiosei, durante la trasmissione ‘Sei volter buongiorno’. L’avvocato fa chiarezza sulla convocazione del centrocampista laziale da parte della Procura di Cremona per la maxi udienza che avverrà il 10 dicembre e sul ritardo delle motivazioni della Corte Federale, che allungherà i tempi di avvicinamento alla sentenza.

 

Dopo questo ritardo, di quanto si allungheranno i tempi?

“Dopo quest’ultima proroga  la sentenza dovrebbe arrivare a marzo”.

 

Riguardo la richiesta di Incidente Probatorio?

“A noi avvocati venne notificata il giorno del deferimento (i primi di agosto), a Stefano al ritorno dall’estate, il 15 o 16 settembre. Mentre la proroga delle indagini interessa 40 persone, la richiesta dell’incidente probatorio riguarda 111 indagati, perché è un’attività che viene fatta sui dispositivi elettronici sequestrati nel corso dell’indagine. Quello che ci lascia perplessi, a noi della difesa, è la necessità dell’incidente probatorio, di solito è un anticipazione del dibattimento che viene fatta in fase di indagine. In questo caso il pubblico ministero chiede l’incidente probatorio ritenendo questo un atto irripetibile, intendendo con ciò che – nel momento in cui vado ad analizzare dei dati presenti all’interno di un computer – questa è una operazione che posso fare una volta solamente e quindi lo devo fare i presenza dei difensori degli indagati. Questo però non è un atto irripetibile, la procura l’avrebbe potuto fare banalmente come un atto di indagine. In questi due anni di indagine ci si è concentrati su altro, una volta che ci si è resi conto che le dichiarazioni su Gecic, il ritorno in Italia di Ilievski e le vicende di Gervasoni non portavano a nulla, si sono ricordati di avere questo materiale sequestrato e quindi si sono indirizzati verso lo strumento dell’incidente probatorio, che sarà una cosa lunghissima (più di trecento dispositivi)… Tutte le difese hanno la possibilità di nominare un proprio consulente. Si creerà questo collegio di consulenti informatici e durerà quello che durerà, più o meno sei mesi. L’incidente probatorio annulla il problema delle indagini, perché è una richiesta che viene fatta dal pm e non deve essere fatta all’interno del termine delle indagini preliminari, questo è altro che un atto di indagine che viene concesso al pm in una forma irrituale. Questo accertamento è talmente importante per il processo che viene fatto in questa fase. In questi sei mesi non succederà nulla dal punto di vista del processo vero, ossia non ci sarà il deposito della conclusione delle indagini, non ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio, è un’altra sospensione!”

 

Per la prescrizione?

“Quanto appena detto non blocca il conteggio della prescrizione, i termini decorrono sempre dal momento del fatto, c’è stato l’atto interruttivo ma mi sembra ci sia la volontà di non affrontare mai questo processo, questo sarà un incidente probatorio talmente lungo che queste saranno notizie che coloreranno i giornali nei prossimi mesi”.

 

Le motivazioni?

“Non sono state ancora depositate, questo allunga i tempi. Noi abbiamo fatto ricorso al Tnas, è stato un ricorso per evitare di incappare nella censura che è prevista dal codice Tnas che prevede i 30 giorni dalla data del dispositivo, per prassi però fino a che non vengono depositate le motivazioni i 30 giorni teoricamente non decorrono. E’ chiaro che il Collegio Arbitrale fino a che non vengono depositate le motivazioni non è in grado di poter decidere. Prima di depositare al Tnas noi abbiamo dovuto notificare il ricorso alla Federazione, che a sua volta deve nominare il proprio arbitro. Fino a che non ci sono le motivazioni noi di che cosa dobbiamo parlare? Confidiamo su un deposito nei prossimi giorni, con l’avvocato Buceti abbiamo avanzato una istanza formale di sollecito di tali motivazioni. Detto questo la prassi ci ha fatto vedere che in alcuni casi questo termine è stato velocissimo, nel caso di Conte la motivazione della Corte di Giustizia ci ha messo 4 giorni dal giorno del dispositivo, riuscire ad avere un processo rapido, che dovrebbe essere la prassi e la logica di un processo sportivo, vedere invece un processo così lungo lascia un po’ di amaro in bocca. Voglio sperare che sia un problema di complessità del caso, anche perche la sospensione c’è stata solo per Mauri”.

 

I tempi del Tnas?

“Loro hanno 90 giorni dal momento in cui prendono l’incarico, entro tale termine devono pronunciarsi. Noi abbiamo la possibilità di fare delle richieste istruttorie che non sono state concesse nei primi gradi di giudizio. Riteniamo che il processo di Mauri sia stato straistruito, il nostro obiettivo è quello di arrivare ad una sentenza il prima possibile. Questo perché confidiamo nell’assoluzione e vogliamo vedere Stefano presto in campo, vogliamo che questo provvedimento arrivi entro la fine dell’anno”.
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