Bruno Giordano: «Napoli favorito»

Bruno Giordano: «Napoli favorito»

ROMA – «Bruno facci un gol». Era un coro della Nord di fine anni 70′, ha fatto cantare e impazzire di gioia il popolo laziale, ha lasciato il segno nel corso degli anni. Bruno Giordano è nato e cresciuto a Trastevere: numero 9 sulle spalle, classe e fantasia allo stato…

ROMA – «Bruno facci un gol». Era un coro della Nord di fine anni 70′, ha fatto cantare e impazzire di gioia il popolo laziale, ha lasciato il segno nel corso degli anni. Bruno Giordano è nato e cresciuto a Trastevere: numero 9 sulle spalle, classe e fantasia allo stato puro, attaccante completo col vizio del gol. Centodieci con la maglia biancoceleste: dieci anni vissuti con l’aquila sul petto, la squadra del suo cuore. Poi il passaggio al Napoli di Careca e Maradona, la seconda tappa più importante della carriera. Tre stagioni ad altissimo livello e uno scudetto storico. Oggi Giordano è l’allenatore dell’Ascoli, ha intrapreso da qualche mese una nuova avventura, ma in questa intervista ha raccontato e spiegato con attenzione la gara di questa sera tra Lazio e Napoli, le fermate più significative della sua storia.

Giordano, che partita si aspetta?
«Sicuramente un match interessante. Ci si aspettava qualcosa di più dai biancocelesti, ma fino a questo momento hanno deluso. In Europa la squadra di Petkovic si sta comportando bene mentre il Napoli dopo un avvio di stagione ottimo, ora ha iniziato a steccare qualche partita di troppo. Sarà comunque una serata ricca di emozioni».

Il Napoli è più forte. Questa Lazio può metterlo in difficoltà?
«Il momento dei partenopei non è brillantissimo, ma i valori pendono sempre dalla loro parte. Credo che sarà un match equilibrato, la Lazio dovrà sfruttare il fattore campo, può essere sicuramente un’arma in più».

Benitez e il Napoli sono in crisi?
«Non credo. Stanno attraversando un periodo poco felice, ma nulla di grave. L’allenatore ha fatto un ottimo lavoro, ogni partita scende in campo con 3-4 attaccanti, questo è senza dubbio un segnale di forza. Si riprenderanno, vedrete».

Passiamo alla Lazio e al caso Petkovic. Secondo lei si possono allenare due squadre?
«No, non è in grado nessuno, è impensabile una cosa del genere. O guida la Lazio o guida la Svizzera, deve prendere una decisione. Se dovesse arrivare l’ufficialità, la società dovrebbe esonerarlo subito».

Come possibile sostituto si parla di Yakin del Basilea
«Sta facendo buone cose, ultimamente ha ottenuto ottimi risultati. In Svizzera è molto conosciuto, ne parlano tutti un gran bene».

A Lotito piace molto Devis Mangia. Che ne pensa?
«Non lo ritengo un tecnico all’altezza della serie A, magari lo diventerà, ma al momento non è pronto. Lo ha dimostrato nel tempo, a questo punto sarebbe meglio puntare su Simone Inzaghi.

Il suo Lazio-Napoli preferito?
«Quello nel ’83-’84, giocavo con la maglia biancoceleste. Vincemmo 3-2 e ci salvammo, io entrai e dopo 50′ secondi riusci subito a segnare sotto la Nord su cross di Ladroup. È una partita che ricordo sempre volentieri».

Lazio o Napoli, a quale squadra è più legato?
«Io sono nato laziale e lo sarò per sempre, porto questi colori nel cuore. Gli anni di Napoli mi hanno segnato soprattutto calcisticamente. C’era un bel clima, eravamo una grande famiglia».

Giordano è uno dei pochi ad avere mantenuto un ottimo rapporto con Maradona.
«È vero, siamo grandi amici. Per me Maradona è Diego, una persona straordinaria pronta a farsi in quattro per aiutare chiunque. Abbiamo giocato tante partite insieme, ne abbiamo passate e viste di tutti i colori, erano anni straordinari. Indimenticabili». (IlTempo)

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