Calori: “Pavoletti? Alla Lazio lo vedrei bene…”

Calori: “Pavoletti? Alla Lazio lo vedrei bene…”

“L’allenatore dovrebbe essere il fulcro a livello tecnico, il perno attorno al quale disegnare la squadra e progettare gli acquisti”

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ROMA – Pur non avendo mai fatto parte della rosa laziale, è uno degli eroi dell’Olimpo biancoceleste. Alessandro Calori è stato anche applaudito dai tifosi laziali a Di Padre In Figlio, con quel gol alla Juventus che ha regalato il secondo scudetto per la Lazio scolpito nella storia. L’ex difensore, ora allenatore, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione “I Laziali Sono Qua”, condotta da Danilo Galdino e Vincenzo Oliva.
Spiega Calori: “La notte di Di Padre In Figlio mi ha sbalordito per la capacità organizzativa. Non è facile coinvolgere così tante persone e realizzare una festa del genere sugli spalti. Io mi sono immedesimato nelle emozioni del tifoso: si è trattato di un evento che ha reso tangibile cosa significhi amare una maglia con tutto il cuore”.
Il mercato sta entrando nel vivo: alla Lazio sono stati accostati tanti nomi, ma non manca solo l’ufficialità dei primi acquisti, ma anche il nome dell’allenatore. “L’allenatore dovrebbe essere il fulcro a livello tecnico, il perno attorno al quale disegnare la squadra e progettare gli acquisti. Ad esempio la Lazio è una squadra ricca di giocatori bravi sulle corsie esterne: bisognerebbe dunque orientarsi su un tecnico che sappia valorizzare questo tipo di caratteristiche. I nomi che si stanno facendo, da Prandelli a Ventura, sembrano avallare questo scenario: vedremo poi quale sarà la scelta della società”.
Il primo acquisto laziale potrebbe essere quello di Adriano: “E’ un giocatore che a 31 anni è nel pieno della maturità tecnica. Ha conquistato 16 trofei con il Barcellona e il suo biglietto da visita è importantissimo. E’ un giocatore che può giocare almeno altri tre anni a certi livelli, certo ne va verificata la tenuta fisica, ma sicuramente è un calciatore che porta la mentalità dei club importanti. Giocare nel Barcellona ti permette di acquisire una mentalità vincente che non si trova da altre parti”.
Giocatori come Lapadula e Pavoletti possono essere invece considerati a tutti gli effetti profili adatti alla Lazio? “Ho avuto modo di seguire con una certa attenzione la crescita di Pavoletti: è un finalizzatore puro, un combattente, un giocatore che a me piace molto anche se è venuto fuori tardi nel calcio che conta. Lo vedrai bene alla Lazio. Anche Lapadula sta facendo cose importantissime: la difficoltà è far adattare velocemente questi ragazzi, che vengono da ambienti di provincia completamente diversi, in una realtà complessa come quella della Lazio, un problema che un profilo come Adriano invece non avrebbe. Secondo me Lapadula e Pavoletti potrebbero anche giocare insieme, a patto ovviamente di attuare un modulo con due punte di ruolo.”
Parlando invece degli Europei, quali possono essere le prospettive azzurre? “L’Italia parte comunque da una base importante, il blocco Juve che comunque ha manifestato una grande solidità in Italia e in Europa. Alla luce di questo Conte con il suo 3-5-2 punterà molto sulla solidità difensiva, anche se la mancanza di un vero regista a centrocampo a causa degli infortuni, con Verratti, Marchisio e Montolivo out, potrebbe creare un problema non facilmente risolvibile”.
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