Cragnotti: “Eravamo conosciuti in tutta Europa. Questa Lazio merita di più, il sogno è di vederla sempre crescere.”

Cragnotti: “Eravamo conosciuti in tutta Europa. Questa Lazio merita di più, il sogno è di vederla sempre crescere.”

Simbolo di un’era immortale. Tanti auguri alla Lazio, ma anche al Presidente Sergio Cragnotti. Per rivivire insieme alcuni dei momenti più significativi, ecco le sue parole rilasciate ai micorofoni di Radio Manà: “Il mio grande obiettivo per la Lazio, era la costruzione di uno stadio. Purtroppo non è un progetto…

Simbolo di un’era immortale. Tanti auguri alla Lazio, ma anche al Presidente Sergio Cragnotti. Per rivivire insieme alcuni dei momenti più significativi, ecco le sue parole rilasciate ai micorofoni di Radio Manà: “Il mio grande obiettivo per la Lazio, era la costruzione di uno stadio. Purtroppo non è un progetto semplice da realizzare. Bisogna cambiare delle cose in questo ambito. I nostri progetti erano di natura sportiva e manageriale. Alcuni siamo riusciti a realizzarli, altri no per ostacoli. Il modello era pronto, non mi hanno permesso di realizzarlo”. 
Esattamente 13 anni, l’esonero dell’allenatore dello scudetto Sven Goran Eriksson: “Petkovic come Eriksson? Ma non scherziamo. Lo svedese aveva raggiunto il tetto del mondo. Sciogliemmo il contratto di comune accordo. Eriksson aveva raggiunto il massimo con la Lazio e mantenere quei livelli, sarebbe stato difficile per lui, accetto quindi le condizioni offerte dalla Federazione inglese. In quel periodo la Lazio – aggiunge Cragnotti – la Lazio era conosciuta a livello europeo sposando anche un progetto di marketing a livello mondiale. Infatti, alcune preparazioni si svolsero in Cina e Giappone. La società cresceva economicamente in proporzione ai risultati sul campo. In ogni realtà, non si può pretendere di raggiungere traguardi importanti, senza dei compensi all’altezza.

 

Il nostro obiettivo era vincere e il livellamento dei salari tra i giocatori della rosa era proiettato verso l’alto. Problemi con Zoff? Assolutamente no, tra di noi c’era una grandissima amicizia.
La finale vinta contro il Manchester United è certamente uno dei ricordi più belli. Oltre al risultato sportivo, ci fu un’esplosione di notorietà. Il momento più brutto , naturalmente è quando siamo dovuti uscire dal mondo del calcio per i problemi ben noti. Come lasciai la Lazio? Basta andare in Consob e consultare il bilancio depositato il 31 dicembre 2002. 

Qualche errore di mercato ci puo’ sempre stare, ma lo sbaglio più grande è di non aver capito bene il mondo che ci governava. Ora – conclude Cragnotti – spero che si risolva al più presto la situazione che sta vivendo la squadra. Il sogno è di vederla sempre crescere. Questo club si merità molto di più per la storia che ha e per il vasto numero di tifosi a suo seguito”.

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy