De Silvestri e Cristiano Sandri ricordano Gabbo: “Eccezionale”

De Silvestri e Cristiano Sandri ricordano Gabbo: “Eccezionale”

ROMA – Ai micofoni di ElleRadio all’interno della trasmissione ‘I Laziali Sono Qua’, sono intervenuti Lorenzo De Silvestri e Cristiano Sandri per ricordare Gabriele Sandri. Buongiorno Lorenzo e innanzitutto grazie di essere intervenuto nonostante i tuoi impegni con la Sampdoria. Vorrei iniziare subito chiedendoti un tuo ricordo di Gabriele, dal…

ROMA – Ai micofoni di ElleRadio all’interno della trasmissione ‘I Laziali Sono Qua’, sono intervenuti Lorenzo De Silvestri e Cristiano Sandri per ricordare Gabriele Sandri. Buongiorno Lorenzo e innanzitutto grazie di essere intervenuto nonostante i tuoi impegni con la Sampdoria. Vorrei iniziare subito chiedendoti un tuo ricordo di Gabriele, dal momento che eravate molto amici. Gabbo era un ragazzo straordinario. Era un tipo molto tranquillo, educato, uno in grado di farsi voler bene da tutti. Con lui avevo un rapporto molto schietto. Ricordo che, nonostante io fossi un calciatore della Lazio, squadra per cui tifavamo entrambi, parlavamo di tutto tranne che di calcio. Di musica, di donne… Insomma, di tutto quello che parlano due amici. Passiamo a Cristiano. Qual è stata la prima volta che siete andati allo stadio insieme? Innanzitutto saluto Lorenzo. Lollo… Sappi che ogni volta che gioca la Sampdoria parlo di te con mio figlio Gabriele… Tornando alla domanda che mi hai fatto, non ricordo esattamente la partita, ma ricordo che fui io a portare Gabriele per la prima volta in Curva Nord. Essendo più piccolo di me, inizialmente andava con papà in tribuna Tevere. Torniamo a Lorenzo. Nei momenti successivi alla tragedia come hai fatto e dove hai trovato la forza per isolarti da tutto quello che stava accadendo? Non è stato molto facile. Ero molto giovane e devo dire grazie ai miei amici e alle persone più grandi di me che mi hanno supportato. Per me fu un vero shock. Non scorderò mai quel giorno a Milano… Quando mi hanno dato la notizia non ci volevo credere. Oltretutto fui l’ultima persona alla quale Gabbo mandò un sms. Quando lo lessi sentii un nodo alla gola. In quel messaggio c’era racchiuso tutto quello che era Gabriele. Amore per la vita, per la musica… Lo porterò sempre nel cuore e tuttora ho il suo nome scritto sui miei scarpini. Devo dire che è una cosa che mi dà molta forza e che mi fa sentire sempre vicino a lui. Cristiano. Noi tutti abbiamo molto apprezzato il modo in cui hai affrontato la vicenda. Con pacatezza e stile. Come hai fatto a porti in quel modo? Il mio comportamento è derivato dall’amore che avevo e che ho per mio fratello. Non è stato sempre facile. Ricordo che qualcuno inizialmente cercò di distorcere la realtà. Eravamo straziati dal dolore, ma sentivamo quello che si diceva. Si parlava di tutto tranne che di quello che era successo. Si cercò di tirare in ballo il discorso sulla violenza negli stadi e non si disse subito che era stato ucciso un ragazzo su un’autostrada italiana. Questo mi ha dato la forza per andare avanti e per battermi affinchè Gabriele avesse giustizia. Lorenzo c’è una serata passata con Gabbo che ricordi con maggiore affetto? Premesso che ne abbiamo vissute tante, se dovessi scegliere direi una serata che passammo insieme al pub di Piazza Vescovio. Colgo l’occasione per salutare tutti i ragazzi del pub. Sono sempre eccezionali.

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