Di Vaio: ” Nesta alla Lazio? Perchè no”

Di Vaio: ” Nesta alla Lazio? Perchè no”

ROMA – Marco Di Vaio, ex attaccante della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Sei per parlare del momento della Lazio e del suo compagno di squadra Alessandro Nesta. Ecco quanto evidenziato dalla nostra redazione. Quale sarà il futuro di Nesta? “La carriera che ha alle spalle, la passione…

ROMA – Marco Di Vaio, ex attaccante della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio Sei per parlare del momento della Lazio e del suo compagno di squadra Alessandro Nesta. Ecco quanto evidenziato dalla nostra redazione.

 

 

Quale sarà il futuro di Nesta?

 

“La carriera che ha alle spalle, la passione che ha per il calcio. La grande voglia di andare in campo, di aiutare i giovani. Ha grande passione per questo mestiere. Lo vedo molto bene come allenatore.”

 

 

Nesta come lo vedi alla Lazio?

 

Non si sa mai, nel prossimo futuro perchè no. Roma è casa sua la sua piazza, è un sogno di qualsiasi allenatore. Alessandro è dovuto andar via. Lui da grande uomo non ha mai incolpato nessuno. Sarebbe potuto andare davanti a tutti i giornali. Si è preso quel ben tornato dopo poche partite. La gente si è resa conto che la sua cessione ha coperto tante falle, i tifosi l’ hanno capito.”

 

Bologna ti aspetta?

 

Alla fine, ci vuole una crescita, una gavetta. Non è perchè hai fatto il giocatore in serie A ne sai di calcio più degli altri, bisogna vedere quello che sei capace di fare. Come dirigente mi piacerebbe farlo, mi piacerebbe fare il direttore sportivo e costruire le squadre. Ci vuole tempo, gavetta, conoscenze. Piano piano mi segno, vado in giro, lo vedo anche in America. L’ attaccante, lo avevo segnalato a Pioli, Camillo, ha fatto 22 goal. Può fare la seconda punta, molto tecnico. Difensori? Non posso farti nomi, è la parte mancante in America, Giocano stile inglese, li riesci a beccare. A centrocampo segnalo  Zusi, gioca nel Kansas City, è simile a Bradley, fa molti goal e assist, ha gamba e fisico è pronto per l’ Europa. Parlando con Alessandro parlavo più di caratteristiche dei giocatori, lui più tattico. A ognuno il suo ruolo.”

 

Non è che te lo porti a Bologna come allenatore?

 

Siamo troppo amici se lo devo cacciare via come faccio! (ride ndr)”

 

Si è aperto il ciclo di Keita Balde Diao.Che significa segnare da esordiente?

 

La più grande emozione da calciatore è stato il mio primo goal con la Lazio nel 1994. Era il sogno di un adolescente, di un bambino segnando per la squadra per la quale tifavo fin da bambino. 10 anni di sogni, un accumulo di emozioni incredibili. Un ragazzo che fa un goal del genere è un predestinato, non lo conosco, il goal che ha fatto ieri fa capire che ha qualcosa dentro più degli altri. Va protetto e fatto crescere, la pressione che c’è nel calcio. Non c’è possibilità di fare eventi. Non c’è la stessa cosa, lo stesso giudizio per un giovane. Vanno fatti crescere con tranquillità, si parlerà di lui. Ma Petkovic lo saprà inserire gradualmente.”

Cosa farà Petkovic con Keita ora?

 

Se l’ allenatore capisce che lui può essere pronto, è giusto metterlo in campo. Ci sono due fattori, uno è la spensieratezza, che lo fa entrare in campo molto convinto ma bisogna accompagnarlo. Faccio l’ esempio di El Shaarawy, al Milan ha fatto la differenza, ora è in calando. Non si può parlare di oggetto misterioso dopo che ha tirato la carretta per sei mesi, bisogna capire come sia stato portato in questa situazione. i giovani  bisogna accompagnarli e proteggerli nei momenti di difficoltà.

 

Che idea ti sei fatto della Lazio. Qualcosa non è andato?

 

La rosa è molto buona, stanno avendo alcune difficoltà. E’ una squadra che può finire in Europa e vincere con chiunque. La Lazio può ritrovare la sua identità. L’ ho vista contro il Cagliari, l’ anima di questa squadra. Quando ritrovi uno come Klose la squadra si è sentita più forte rispetto al primo tempo. La Lazio risente molto dalla prestazione fisica dei propri giocatori, va un po’ in crisi di identità.

 

La Lazio può ambire all’ Europa League?

 

Per me, per gli uomini che ha di grande esperienza internazionale,può fare un filotto di partite e centrare questo obiettivo.

 

Lo scudetto chi lo vince?

 

La Juve, ma non perchè c’è la Roma. Ne parlavamo con Sandro. Ho giocato contro la Roma nell’ All Star game ma ha una squadra molto organizzata, va oltre ogni aspettativa in Italia. Per molti era finita, ha una sua identità. La Roma è rinata dalle ceneri dell’ anno scorso. Sicuramente la squadra giallorossa può arrivare tra le prime tre.”

Cittaceleste.it

 

 

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