DIRTY SOCCER – Tavecchio: “Lotito non l’ho nominato io. Lazio società modello!”

DIRTY SOCCER – Tavecchio: “Lotito non l’ho nominato io. Lazio società modello!”

Parla così il Presidente della FIGC Tavecchio a La Nazione: «Sono arrivato in Federcalcio l’11 agosto come ancora di salvezza di un sistema che faceva acqua da tutte le parti. Posso dirle che lavoro 12 ore al giorno e che mi impegno al massimo». Il premier Renzi ha attaccato duro:…

Parla così il Presidente della FIGC Tavecchio a La Nazione: «Sono arrivato in Federcalcio l’11 agosto come ancora di salvezza di un sistema che faceva acqua da tutte le parti. Posso dirle che lavoro 12 ore al giorno e che mi impegno al massimo».

Il premier Renzi ha attaccato duro: certi dirigenti non devono governare il mondo del pallone…
«Il presidente del consiglio ha mille ragioni nel sostenere questo ma non deve dimenticare che il calcio è figlio anche della situazioni drammatiche del paese, della crisi economica, non è un corpo a se stante».

Ha già fissato un incontro con Renzi?
«Ci vedremo dopo le elezioni regionali. Avrò modo di spiegargli i problemi del calcio a partire dalla base e lo farò riflettere sulla necessità di provvidenze di Stato per un movimento che paga 1 miliardo di euro di tasse ogni anno. Quando i club sono deboli e senza fondi, si espongono al rischio di interferenze malavitose».

 

Ma come si esce dall’ultimo ciclone del calcioscommese che investe Lega Pro e Dilettanti?
«La giustizia sportiva farà il suo corso presto e bene. Serve chiarezza ma a livello di governo si dovrà riflettere in maniera approfondita sull’opportunità di mantenere le scommesse tra i Dilettanti».

 

Per lei dunque il demonio sono le scommesse…
«Anni fa la scommessa era un reato, poi per raccogliere fondi si è deciso di trasformare un reato in norma di legge. Da quel momento sono scattati tutti i meccanismi tipici di una società che da 8 o 9 anni ha un sistema Paese in grave difficoltà. I mariuoli e i faccendieri hannotrovato modo di riciclarsi in un mondo dove il guadagno è facile. Ma è complicato allontanare la malavita dal nostro mondo che ha dieci milioni di utenze e un numero infinito di potenziali scommettitori».

 

 

 

Voi cosa avete fatto per combattere le infiltrazioni della ’ndrangheta nel pallone?
«Il mondo del calcio ha investito molto nei progetti di integrità riguardo alle scommesse. In Lega Pro c’è una società, Sport Radar, che segnala le anomalie delle scommesse agli organi di polizia e di controllo. E in molti casi questo filtro ha avuto successo».

 

Ma quei presidenti che fanno fallire una società e poi rispuntano come funghi alla guida di un’altra sono purtroppo una costante nel mondo del calcio dilettantistico…
«È stato già deciso di istituire un database, una specie di casellario giudiziario, per monitorare gli spostamenti di quei soggetti che passano da un club all’altro danneggiando il sistema. E il caso Parma ci ha spinto a varare leggi più rigorose per il controllo della liquidità dei club, la compravendita dei giocatori e le garanzie da presentare al momento di acqusitare una società».

 

Nelle intercettazioni di Dirty soccer si dice che Lotito ha in pugno lei e la Federcalcio…
«Non sono stato io a nominare Lotito consigliere della Federcalcio, è la Lega di A che lo ha eletto. I club lo volevano vicepresidente vicario; mi opposi ed è rimasto consigliere. La Lega lo indicò anche come consigliere alle riforme, io gli ho dato la delega ma poi gliela ho ritirata. Non ci sono interferenze di Lotito nella Federcalcio, lui invece è molto bravo a dirigere la Lazio, una società modello».

 

Già ma la Salernitana è nel pieno del ciclone scommesse…
«È la sua seconda società, vedremo l’esito delle indagini. Ma non è vero che Lotito guida anche Brescia e Bari, è una leggenda metropolitana».
Torniamo alla classe dirigente del calcio: come si può innalzare il livello?
«Ho trovato un mondo del calcio senza formazione. È il momento di cambiare. Dobbiamo avere una dirigenza preparata, abbiamo circa 200mila dirigenti, serve un sistema per formarli e impedire l’accesso a banditi e speculatori».

 

E il suo amico e successore Belloli che fine farà dopo la sparata sessista contro le calciatrici?
«Spero che la Lega Dilettanti risolva tutto al suo interno. Altrimenti dovremo intervenire». (fonte: Fiorentina.it)

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