ESCLUSIVA – Giorgio Sandri: “Spaccarotella è stato un folle, hanno provato ad infangare mio figlio senza riuscirci”

ESCLUSIVA – Giorgio Sandri: “Spaccarotella è stato un folle, hanno provato ad infangare mio figlio senza riuscirci”

Giorgio Sandri è intervenuto in diretta su Cittacelestetv

ROMA – Il papà di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso nel 2007 e che oggi avrebbe compiuto 35 anni, è intervenuto in diretta su Cittacelestetv: “Gabriele amava molto festeggiare il suo compleanno. Ogni volta che si avvicinava il suo compleanno mi faceva una lista di quello che voleva. Gli piaceva anche molto la festa di Natale. Amava stare con la famiglia e fare i regali. Era un ragazzo normale come tanti, amava molto la musica e avrebbe voluto farsi una famiglia, ma non gli è stato concesso. Era un ragazzo alla portata di tutti. Non faceva distinzioni sociali, viveva in modo spontaneo ogni rapporto, e lo rendeva magico. Ecco perché aveva tanti amici. Era un ragazzo solare, di cuore, tranquillo e riflessivo.

SPACCAROTELLA – Gabriele era conosciuto da tutti, e anche se hanno provato ad infangarlo non ci sono riusciti. Inizialmente la rabbia era enorme, mi sarei mangiato il mondo poi sono andato avanti solo con l’idea di avere giustizia. Il gesto che ha fatto Spaccarotella è stato folle, un individuo del genere non può fare il poliziotto. Chi ha un’arma in mano deve saperla utilizzare. I fatti mediatici in quel momento non mi toccavano, la cosa più importante era avere giustizia.

FONDAZIONE GABRIELE SANDRI – La fondazione Gabriele Sandri è partita in quarta, perché c’erano anche le istituzioni. Poi con il tempo ci siamo sentiti abbandonati e oggi abbiamo qualche difficoltà. Quando si spengono i riflettori ci si disinteressa.

LA LAZIO E LO SCUDETTO – Gabriele all’inizio lo portavo con me in Tribuna Tevere. Ho fatto fatica a portarlo con me perché voleva già andare in Curva con il fratello. Lui aveva sempre una bandiera che sventolava per 90 minuti, e la gente ammirava il suo entusiasmo. Poi dopo due anni, anche se non era molto grande, ha seguito il fratello in Curva con gli altri ragazzi. Era molto affidabile, nonostante la giovane età. Dello scudetto ricordo la tensione mentre si ascoltava la partita con il Perugia. Poi Gabriele l’ho incontrato dopo per festeggiare insieme lo scudetto. E’ stata un’emozione unica”. Anche il fratello ha voluto ricordarlo >>> CONTINUA A LEGGERE

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