ESCLUSIVA – Siniscalchi: “Bud Spencer, il gigante buono”

ESCLUSIVA – Siniscalchi: “Bud Spencer, il gigante buono”

L’avvocato: “E’ stato un punto di riferimento per la Lazio Nuoto e per le generazioni presenti e future”

ROMA – Insieme all’avvocato Renato Siniscalchi, vice presidente della Lazio Nuoto, abbiamo ricordato Bud Spencer che si è spento all’età di 86 anni: “Un ricordo di un grande campione che ha regalato ai colori biancocelesti, nato a Napoli, grandissime soddisfazioni sia come nuotatore che come pallanuotista. Un fisico stratosferico legato a un animo gentile e con grande rispetto degli avversari. Un campione, non costruito ma con attributi naturali che lo hanno reso ineguagliabile per la sua epoca. Non a caso protagonista per tre Olimpiadi è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei cento metri stile libero. Se si fossero applicati allora i metodi di allenamento odierni sicuramente sarebbe stato ai livelli dei più grandi nuotatori dei giorni nostri. Protagonista anche nella pallanuoto della Lazio portando la squadra ai massimi livelli. All’epoca non ci si allenava come adesso, la passione era tanta, ma il mezzo tecnico non era certo quello di oggi. Questo grande campione che sicuramente attrae l’affetto non solo degli sportivi, ma dei giovani che poi lo hanno visto nelle vesti di Bud Spencer, eroe dei western all’italiana degli anni settanta e ottanta. Nei quali con la sua forza ha sempre regalato il senso del giusto in questa cinematografia molto semplice ma di effetto e che a suo modo oltre alle risate dava anche un senso delle cose giuste nella vita. Come ricordiamo in Trinità quando difendeva i Mormoni dagli attacchi degli speculatori terrieri dell’epoca. Il richiamo di questo grande campione con questo fisico unico e un viso così particolare capace di scrutare in maniera interrogativa gli avversari, è stato un richiamo immediato per il cinema italiano in particolare dei produttori Palagi che con la serie di “Trinità” insieme a Terence Hill, hanno costruito questo personaggio duro ma giusto che ha accompagnato la crescita dei giovani di quegli anni e rimanendo un’icona anche per le generazioni future”.

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