Felipe: “Resto alla Lazio? Nel calcio tutto può succedere”. E’ a rischio derby: “Ci sarò perché voglio segnare…”

Felipe: “Resto alla Lazio? Nel calcio tutto può succedere”. E’ a rischio derby: “Ci sarò perché voglio segnare…”

Il brasiliano è nervoso, ma non c’entra nulla il ruolo di terzino. Ci sono motivi personali alla base del suo muso

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Non è bastato il chiarimento, Felipe è nervoso. E risponde a un bambino allo Stadio di Borgo Santa Maria: «Prima di arrivare qui, mi avevano detto che la Lazio era una società diversa. E’ la prima squadra della capitale e i tifosi mi amano. M’incontrano per strada e mi baciano. Ogni giocatore quindi ha la Lazio nel cuore, ma non so se resterò qui, nel calcio tutto può succere…». Bertolucci sta lavorando per portarlo al Chelsea, il socio Kia lo ha offerto all’Inter. Tutto può succedere: «Tranne un trasferimento alla Roma»,  gli urlano e ride, il brasiliano. Oggi assente all’allenamento agli ordini d’Inzaghi. «A scopo precauzionale», dicono a Formello. Eppure il brasiliano è ancora scosso dopo la partita di Napoli: molti bisbigliavano non gli fosse andato giù il ritorno sulla fascia da terzino. Anderson s’è sentito sacrificato di nuovo e, adesso, senza alcun motivo. A inizio stagione aveva preso per buono tutto ciò che veniva per crescere e ritrovare la forma. Ritrovata al top, Felipe s’è sentito di nuovo in difficoltà. Per di più con un avversario così forte come il Napoli, per di più in una sfida in cui avrebbe voluto spaccare il mondo lì davanti. Ma, a quanto pare, non c’entra nulla il ruolo. Ha chiamato a Roma l’amico Mauricio per stargli vicino.

RISCHIO – Eccolo (insieme a Tounkara e il team manager Manzini) comunque con i bambini di Montelibretti. A firmare autografi, a ritrovare un parziale sorriso nel calore dei loro cori e delle loro domande: «Quando faccio gol sono contento per i miei compagni. Perché stiamo lavorando tutti insieme bene e soffrendo insieme. Poi per i tifosi e per la famiglia. In ultimo per me stesso. Prima di tutto viene la squadra». Inzaghi ha cercato alla ripresa di parlare con Felipe, lui ha gradito le coccole del mister. Che – a sua volta – non ha alcuna intenzione di rinunciare ai suoi guizzi col Genoa, con il ritorno al 4-3-3. Tra l’altro Anderson dovrà cercare l’ammonizione a tutti i costi. Sembra un paradosso: ma col quarto cartellino rimediato nel match contro il Sassuolo, il brasiliano è in diffida. E, se non dovesse rimediare un giallo domenica prossima, ma nella sfida a Palermo, salterebbe il derby. Per carità: «Spero di segnare ancora alla Roma, lavoriamo tutti i giorni per farci trovare pronti e fare bene». 

DIFESA – Punta direttamente il 4 dicembre, de Vrij. Ha tolto le stampelle, le ha lanciate via, lontano. Lavora ogni giorno in piscina e in palestra, spera di tornare a correre la prossima settimana per rientrare qualche minuto in campo a Palermo (27 novembre). Per fare le prove generali dopo quasi 40 giorni di stop. Tutta colpa dell’infrazione subita alla base del quinto metatarso destro, ma è in linea con i tempi. Più lunghi invece per Bastos, questa mattina col sudore freddo sulla fronte: ginocchio impuntato, piccolo fastidio alla coscia ma rientrato subito. Insieme a lui in campo: CONTINUA A LEGGERE

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