Garcia: “La chiesa al centro del villaggio è realtà. Reja? Parole non belle, siamo educatori noi”.

Garcia: “La chiesa al centro del villaggio è realtà. Reja? Parole non belle, siamo educatori noi”.

Rudi Garcia ha parlato in conferenza alle ore 13.00. Ecco quanto evidenziato da vocegiallorossa.it : Reja sta provando un modulo differente , il 4-3-3. Si attende questa novità? Cosa è cambiato rispetto alla gara di andata? “Quello che è più importante è che sappiamo giocare contro una squadra che gioca…

Rudi Garcia ha parlato in conferenza alle ore 13.00. Ecco quanto evidenziato da vocegiallorossa.it : Reja sta provando un modulo differente , il 4-3-3. Si attende questa novità? Cosa è cambiato rispetto alla gara di andata? “Quello che è più importante è che sappiamo giocare contro una squadra che gioca a 5 o a 4 indietro. Per noi non cambia nulla, dobbiamo trovare soluzioni per dare problemi all’avversario, non solo in questa gara. Bisogna fare attenzione ad alcuni punti forti o ad alcuni giocatori pericolosi. Non è il caso di questa gara, è sempre così”. La Roma deve vincere sempre, è una pressione in più? “Preferisco essere secondo e vincere per prendere i 3 punti. È lo stesso ogni partita”.

 

All’andata ha detto che il derby non si gioca ma si vince. È ancora convinto di questo? “Quello che è bello è che non sappiamo cosa succederà. Non penso al risultato, non cambia niente la data di oggi quella prima della gara di andata. Vogliamo vincere e andare avanti in campionato, siamo su una striscia interessante, la squadra ha tanta voglia di andare avanti. È solo questa voglia di dare tutto. Sarà solo la seconda gara, sul piano fisico staremo bene. Conta solo vincere, se lo facciamo col nostro gioco sarà meglio. Ma quel che importa è fare i tre punti”.Le piace che la Roma sia la favorita? “Quello è il gioco della gente, della stampa. La classifica dice che siamo secondi, normalmente bisogna vincere. È una partita che dobbiamo giocare, c’è di fronte un avversario duro. Abbiamo delle qualità, dobbiamo metterle in campo e ho fiducia in questa squadra, che sa fare di tutto. Sa giocare contro tutti i moduli e tutti i modi di giocare, contro una squadra che pressa o che riparte. Dopo avere tutte le chiavi dobbiamo fare il lavoro sul campo”. Quanto è sentito il derby? “Penso che il derby sia sentito più per i tifosi che per i giocatori. Dipende, noi abbiamo tre giocatori che sono romanisti. Per loro è più sentito, ma dobbiamo essere superiori, non è solo un derby, ma anche una partita di campionato. Per la tifoseria è importante che noi diamo tutto e vinciamo, ma non conosco gli altri derby, mi sembra che ce ne siano alcuni di fuoco”. Si sente di dire che la Roma è più forte? “Che senso ha farlo? C’è la classifica che riflette i valori del campionato. Quello che conta è qualificarci per la Champions League, non dobbiamo dimenticare questo. Per andare avanti dobbiamo vincere e prendere più punti possibile, per questo  io vedo questa gara come una gara di campionato. Dobbiamo fare in modo di vincere, perché sarà un bel segnale per gli altri, vorrà dire che siamo pronti per andare avanti e che è difficile giocare contro la Roma”. La Roma in quattro giorni si gioca il derby e la Coppa Italia. Se le proponessero di firmare per il secondo posto e la Coppa Italia, lo farebbe? “Per fortuna non si può fare. Preferisco vincere e alle 17 di domenica ci sarà tempo di pensare al Napoli. Per il momento tutti concentrati sul campionato”. Reja ha dichiarato che si accontenterebbe del pareggio. “Reja ha detto anche che vedrebbe di buon occhio un nostro infortunio. Siamo anche educatori, se un allenatore dice questa cosa pubblicamente, cosa dice nello spogliatoio? Che spera che qualcuno si rompa una gamba? Chiedo che l’arbitro sia attento a tutti i duelli, io non voglio vedere giocatori infortunati e che le tifoserie tifino e nulla di più, sarà importante che tutto vada bene. Riguardo al risultato non lo so, noi giochiamo sempre per vincere. Conta solo questo, ciò che dice l’avversario è sua responsabilità. Noi giocheremo per vincere, abbiamo nel mirino i 3 punti”. Come sta Pjanic? “Molto meglio, lo sto gestendo e migliora. Ora è più vicino al 100%, è una buona notizia perché abbiamo due gare in una settimana”. La squalifica delle curve? “Io vedo solo il lato sportivo, sul lato sportivo è un’assenza enorme questa sanzione delle due curve per due partite. Preferisco sul piano amministrativo che risponda la società. È una cosa molto importante, che non si risolve oggi in una frase, ci sono tante cose da fare. Il Regolamento è così, ciò che non mi piace è giocare senza le curve. Sul piano sportivo è una cosa brutta, non aiuta la squadra”. Comincia a sentire il derby come una sfida personale? “È importante giocare per vincere le partite, è una cosa come un’altra. Il risultato è lo stesso, ci sono 3 punti da vincere. È una cosa dei tifosi, io voglio che la mia squadra possa giocare come fa sempre, con ambizione ed entusiasmo”. All’andata la chiesa al centro del villaggio, adesso? “Niente, basta vedere la classifica per notare che questo è reale, punto”. Al suo arrivo Gervinho non godeva di grande considerazione. Ora non si parla che di lui. Ha stupito anche lei? “Lui è così. Soprattutto quando è in grande forma e quando ha fiducia nell’allenatore e nei compagni. Ora è in grande forma, ma dobbiamo lasciarlo tranquillo. Ha piacere ha giocare, fa tutto per la squadra, non per sé o per lo spettacolo. Lui ha il suo gioco, il suo gioco è saltare l’uomo e andare in profondità e giocare per i compagni. Non ha solo la capacità di segnare, ma anche di dare problemi all’avversario, fare assist. Quando entra in area è difficile difendere su di lui senza commettere fallo, è quello che deve continuare a fare. L’ho avuto a Le Mans e ha vinto con me la doppietta in Francia. Penso possa migliorare ed è già migliorato, lavorando tanto”.

 

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