IL CUORE – Ledesma: “Lotito è cambiato negli anni”

IL CUORE – Ledesma: “Lotito è cambiato negli anni”

Ledesma è stato ospite negli studi di Radiosei

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ROMA – Negli studi di Radiosei (98.100) è stato il giorno di Cristian Daniel Ledesma, ospite in studio nella trasmissione ‘Nove Gennaio Millenovecento’. Tra passato, presente e futuro, l’ex centrocampista della Lazio si è raccontato e ha detto la propria anche sul momento della squadra di Pioli. Ora Cristian attende una nuova occasione per tornare a giocare dopo l’esperienza nel Santos: “Sono a casa, approfitto del tempo libero per fare il padre a 360 gradi, nel frattempo mi alleno cercando un’opportunità che al momento non può arrivare in Italia ma all’estero vediamo – spiega Cristian – . Inizio ad avere una serenità che fino ad un mese fa non avevo, iniziava a diventare insopportabile questa attesa. Ora grazie alla famiglia e alla fede sono sereno ed aspetto la squadra giusta. In Brasile è stata un’esperienza e basta, ne bella ne brutta. Era destino che dovessi tornare a casa dalla mia famiglia, la distanza la conoscevo ma il problema è che non mi sono trovato bene in quel posto e così ho deciso di rescindere il contratto e rimettermi in gioco“. Nove anni di fedele militanza, 318 presenze con la maglia che l’ha fatto grande ed ancora ama: “Ho tanti ricordi della Lazio, le Coppa Italia ed i gol nel derby, ma voglio pensare all’ultima partita a Napoli in cui ho chiuso il cerchio della mia esperienza con questi colori tornando in Champions. Non vivevo solo io la Lazio, la vivevamo come famiglia. Ancora oggi mio figlio mi chiede se è possibile tornare, questo genera dell’amarezza. Già negli ultimi mesi della scorsa stagione avevo capito che non avevo un ruolo ben chiaro, non volevo solo essere un uomo spogliatoio, volevo sapere quale fosse la mia posizione nelle gerarchie del tecnico. Non sono un ragazzino, avevo capito già da tempo quello che dovevo fare. Quello che mi fa piacere è che alla fine ho raggiunto il mio obiettivo, diventare un calciatore importante per questa maglia“. Un pensiero anche ai tecnici che l hanno allenato a Roma: “Un allenatore come Ballardini si commenta da solo, prima dice una cosa e poi un’altra, ma io la mia rivincita me la sono presa sul campo. Delio Rossi mi ha portato a Roma, era importante perchè è stato un punto di riferimento, mi ha aiutato ad ambientarmi. Reja ha rappresentato la svolta dopo i problemi con Ballardini anche se aveva un po’ di paura a rimettermi in campo dopo tanto tempo. Petkovic ha fatto bene, eravamo felici di allenarci con lui, ci permetteva di allenarci non sempre allo stesso modo. poi ci sono stati un po’ di problemi nell’inserimento dei nuovi arrivati che sono stati inseriti un po’ in fretta. Con Pioli avevamo parlato, ma erano discorsi molto generali, non mi ha deluso, tecnico e società hanno il diritto di puntare sui calciatori che vogliono. La cosa importante sarebbe stata quella di parlare chiaramente circa la considerazione che aveva di me“. Eccoci ai problemi di questa stagione, la seconda di Pioli: “Non credo che il problema sia lui, lo scorso anno quando cantavamo l’inno era bello, ma quelle cose devono essere spontanee. Non so se ci sono problemi ora nello spogliatoio, non so se il suo modo di rapportarsi al gruppo può aver creato dei malcontenti. il calciatore esperto capisce se mi parli solo quando hai bisogno di me. La realtà è che se vuoi fare le Coppe devi far crescere l’organico, va bene i giovani ma serve anche gente pronta. Anche quest’anno Milinkovic ha fatto fatica all’inizio, ma era quello il momento in cui la Lazio doveva dimostrarsi competitiva. L’esempio è quello della Juventus, c’è veramente mentalità vincente e mai appagamento, sia in campo che fuori”. Poi su Tare: “E’ un direttore sportivo, deve avere del peso nelle scelte, ma fino ad un certo punto. Io con lui avevo un rapporto molto formale, non so se lui abbia influito sulle scelte di Pioli“, conclude Ledesma.

cittaceleste.it

 

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