Il doppio ex, Fiore: “Lazio-Torino, partita aperta”.

Il doppio ex, Fiore: “Lazio-Torino, partita aperta”.

Arrivò a Torino nell’estate del 2006, in vista della prima stagione in serie A dell’era Cairo ma, purtroppo, il suo campionato alla corte di Gianni De Biasi non fu esaltante, e Stefano Fiore nel gennaio del 2007 si accasò a Livorno. Ben più significativa la sua esperienza con la maglia…

di redazionecittaceleste

Arrivò a Torino nell’estate del 2006, in vista della prima stagione in serie A dell’era Cairo ma, purtroppo, il suo campionato alla corte di Gianni De Biasi non fu esaltante, e Stefano Fiore nel gennaio del 2007 si accasò a Livorno. Ben più significativa la sua esperienza con la maglia della Lazio, dove rimase dal 2001 al 2004 da grande protagonista. Ciao Stefano, tra un Torino galvanizzato dalla vittoria sul Genoa e una Lazio viva e in salute nonostante il ko subito contro il Napoli al San Paolo, che partita ti aspetti? Una partita tra due squadre libere mentalmente e quindi aperta, spettacolare e divertente. Nello stesso tempo però, pur non avendo grosse preoccupazioni di classifica, le due compagini vorranno giocarsi le residue possibilità di andare in Europa League, per cui attaccheranno e penso che potrebbero scapparci anche tanti gol. Il Toro, in questo momento, ha qualcosa in più a livello di entusiasmo e morale perché ha battuto alla grande il Genoa e sta disputando un torneo decisamente sopra le aspettative, mentre la Lazio è alle prese con un periodo difficile a livello societario per il malcontento della tifoseria. Per la tua carriera si tratta di due squadre importanti? Sì, soprattutto la Lazio: a Roma sono rimasto tre anni, a Torino sei mesi. Immobile e Cerci, a questo punto, meritano davvero la Nazionale? A guardare ciò che stanno facendo dall’inizio dell’anno direi proprio di sì, anche se le convocazioni sono sempre un tasto dolente, perché talvolta l’allenatore ha determinate idee e determinati punti fermi. In ogni caso credo che la loro stagione sia sotto gli occhi di tutti e che Prandelli se ne sia reso conto; forse per Immobile sarà un po’ più arduo conquistarsi l’azzurro e il ragazzo dovrà aspettare un po’ di più per via della concorrenza di prime punte come Osvaldo e Balotelli, mentre Cerci è più duttile e, come attaccante esterno, ha carte migliori da giocarsi. A proposito di Cerci: domenica a Roma la sua sarà un’assenza di quelle che pesano, non è vero? Sicuramente: il suo modo di giocare e le sue grandi accelerazioni sono stati fin qui determinanti per il Torino, però Ventura è bravo e troverà qualche escamotage per sostituirlo degnamente. (Toronews.net)

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