Il doppio ex Poborsky: “Via dalla Lazio per la mia famiglia. I tifosi biancocelesti? Troppo intransigenti”

Il doppio ex Poborsky: “Via dalla Lazio per la mia famiglia. I tifosi biancocelesti? Troppo intransigenti”

Nella sua ultima partita alla Lazio due gol all’Inter, che distruggevano lo scudetto nerazzuro a favore della Juve dell’amico Nedved: “Paradossalmente forse è stata la mia miglior partita in Italia. L’Inter è venuta a Roma per vincere lo scudetto, ma ha dovuto dire addio al suo sogno”

ROMA – Parla il grande doppio ex, Karel Poborsky, ai microfoni di fotbal.idnes.cz alla vigilia di Sparta Praga-Lazio: “Non ho prolungato il mio contratto con la Lazio perché stava per nascere il mio secondo figlio. Inoltre, in quel periodo la società di Cragnotti aveva grossi problemi economici. Abbiamo parlato di rinnovo, ma in quelle circostanze non aveva senso. Per questi motivi sono tornato in Repubblica Ceca. Sono tornato per la mia famiglia e andare allo Sparta è stato un buon affare”. A Roma la terza esperienza all’estero, prima Manchester e Benfica: “Lo United è un club molto più grande e importante, non c’è paragone. Al Benfica, a Lisbona, e in Portogallo in genere, sarei potuto rimanere per tutta la vita. In Inghilterra invece era troppo umido”.

I LAZIALI – Bello e ma faticoso invece il periodo biancoceleste: “È un club italiano con una grande tradizione, mi è piaciuto molto giocare lì. Ma ripensando a quegli anni, non posso credere che un calciatore non possa avere una vita privata. Io e i miei compagni abitavamo in periferia, ma se volevi fare una passeggiata al centro non potevi. I  laziali sono tra i più esigenti. Quando si vince sono i migliori tifosi del mondo. Ma quando non abbiamo vinto per cinque giornate consecutive ci hanno contestato al centro sportivo. Siamo dovuti andare via dall’uscita secondaria e siamo andati in ritiro nel Nord, dove ci siamo allenati per la partita successiva. Fortunatamente poi con l’Atalanta abbiamo fatto tre punti e la situazione si è calmata. Dopo che avevamo perso il derby a Formello, i tifosi hanno lanciato sassi e distrutto automobili. Questa è l’Italia”

LA GARA D’ADDIO – Nella sua ultima partita alla Lazio due gol all’Inter, che distruggevano lo scudetto nerazzuro a favore della Juve dell’amico Nedved: “Paradossalmente forse è stata la mia miglior partita in Italia. L’Inter è venuta a Roma per vincere lo scudetto, ma ha dovuto dire addio al suo sogno. È stata un’esperienza molto particolare. È stata una situazione curiosa: né i tifosi, né i miei compagni erano contenti per la vittoria. Quando però ho fatto il giro di campo alla fine della stagione ero già convinto della mia decisione: sarebbe stata la mia ultima partita in Italia, volevo tornare a casa”. A Praga dove domani giocherà proprio la Lazio: “Ho letto che biancocelesti sono in difficoltà, ma in campionato sono nella prima metà della classifica. È una squadra che ha buone qualità, ma non ha nessuna stella. In più l’Olimpico sarà mezzo vuoto al ritorno, mentre qui ci sarà il tutto esaurito. I tifosi staranno vicini alla squadra e saranno un arma in più. Non mi sbilancio quando dico che lo Sparta è favorito”.

Cittaceleste.it

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