Immobile-Keita a 36 gol a -2 da Signori-Casiraghi: “La nostra intesa è perfetta nel 3-5-2”

Immobile-Keita a 36 gol a -2 da Signori-Casiraghi: “La nostra intesa è perfetta nel 3-5-2”

14 centri il senegalese, 30 totali per il partenopeo fra campionato e coppe: “Grazie al lavoro di una grande squadra

ROMA – Del gol magneti, Immobile più Keita uguale 36 reti. Il conto ora non riguarda solo uno, nessuno dei due rimane mai a digiuno. Il senegalese apre le danze, Ciro le chiude e raddoppia, ma il ballo ora è sempre di coppia: «Io sono felice quando fa gol Ciro – giura Keita – e Ciro è felice quando segno io. Ormai ci capiamo con uno sguardo, ma l’intesa è arrivata in maniera naturale dal primo istante e si sta vedendo durante tutta la stagione». Immobile conferma il copione: «E ultimamente a due davanti giochiamo ancora più in velocità, con triangoli repentini, ed dura la vita per le difese avversarie. Keita le spacca e per me è tutto più facile». Insieme sotto porta sono maghi, ora a meno due (38 centri nel 1996) da Signori-Casiraghi. Il tandem più prolifico di sempre nella storia della Lazio, ma questo duo – a tre giornate dal termine – mica è sazio. Quattordici gol per il senegalese, quasi triplicato il suo record di gol in A: «Mi sento molto a mio agio nel 3-5-2, più vicino alla porta. Poi ho preso fiducia con la tripletta e la doppietta nel derby». Ventidue centri per Immobile, invece, eguagliato il record da capocannoniere nel 2014 di Serie A. Ma sono addirittura 30 totali con la Lazio fra campionato e coppe: «E’ tutto merito della squadra. Per questo, anche se sono vicino alla vetta dei cannonieri, ho lasciato il rigore a Felipe. Preferisco rendere contento un compagno».

PAROLE DA EX – E’ sulla luna Keitinha. Ora più lo mandi giù, più ti tira su. E’ come champagne per brindare all’Europa, non solo a quest’incontro. Samp in ginocchio dopo due minuti, segna ancora lui. Indice alto, testa e ghigno all’insù per il sesto cioccolatino nelle ultime tre partite. Milinkovic lo lancia, il Balde giovanotto trafigge Puggioni. Gli piega letteralmente le mani con un siluro in diagonale. E al 19’ chiude il match conquistandosi il rigore (trasformato da Ciro) e lasciando i doriani in dieci. Potrebbe pure prendersi un’altra doppietta, ma poi decide di far festeggiare anche i compagni: «Nel nostro spogliatoio non c’è egoismo, è bello che abbiano segnato tutti.  Ora da qui alla fine dobbiamo vincerle tutte e concentrarci sulla finale di Coppa Italia. Non conta quando si giocherà». Keita ci sarà: «Io sono qui da tanti anni, sono felice di essere stato qui e di aver dato tutto per questa maglia. Vivo il presente, per il momento sono della Lazio». La Juve corteggiatrice è avvertita. Per ora non conta il futuro in bianconero, rossonero (il Milan favorito) o spagnolo (As dà per fatto l’accordo col Siviglia), con Ciro ha prenotato un altro volo: CONTINUA A LEGGERE

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