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Lazio, Inzaghi: “Sempre grato a Lotito. Vogliamo la Champions… E lo stadio”

Lazio, Inzaghi: “Sempre grato a Lotito. Vogliamo la Champions… E lo stadio”

Il tecnico biancoceleste parla al ‘VI corso da team manager’ organizzato dalla Luiss, dall’ex biancoceleste, Guglielmo Stendardo e Roberto Pessi, vice presidente della Lazio durante la presidenza di Ugo Longo:

di redazionecittaceleste

ROMA – Simone Inzaghi parla al ‘VI corso da team manager’ organizzato dalla Luiss, dall’ex biancoceleste, Guglielmo Stendardo e Roberto Pessi, vice presidente della Lazio durante la presidenza di Ugo Longo:

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“In tutte le interviste ricordo Giuseppe Materazzi, che mi ha lanciato nella mia prima partita in Serie A. Il destino ha voluto che fosse contro la Lazio. Io ero la sesta punta e 3 ore prima della partita Materazzi mi disse che sarei partito titolare. Terminai il campionato con 16 gol e a fine anno mi acquistò la Lazio. Da allenatore ho avuto la fortuna di iniziare con i giovani, a livello Primavera hai la possibilità di poter sbagliare, anche se la mia intenzione era quella di portare in prima squadra più giocatori possibili. Poi ho avuto la possibilità di allenare in Serie A e per questo ringrazierò sempre la società e il presidente Lotito. Ho due figli nati a Roma e che tifano Lazio. In Italia abbiamo una grande scuola, quella di Coverciano. Noi ex giocatori a volte dopo una grande carriera diamo per scontate alcune nozioni, ma è sempre necessario studiare e aggiornarsi, cercare di migliorarsi. E poi la grossa fortuna è di avere un gruppo di grandi professionisti come è capitato a me qui alla Lazio da 3 anni”.

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COVERCIANO 

“Per quanto mi riguarda posso dire che i tre anni a Coverciano mi sono serviti moltissimo. Mi sono serviti i cinque anni e mezzo con i ragazzi, perché ho potuto sperimentare, provare e sbagliare anche. Da tutti gli allenatori che ho avuto ho cercato di apprendere. Da Materazzi, Eriksson, Zoff, Mancini, Delio Rossi. Ne ho avuti tanti e da tanti ho cercato di apprendere. Non dimentico Sampdoria, Atalanta, Novellino e Delineri. Da ognuno ho cercato di prendere quello che mi sembrava più giusto. Poi è chiaro che ogni allenatore abbia le proprie idee e che cerca di sviluppare. Io ho fatto così, cercando sempre di aggiornarmi”.

STADIO 

“Al di là di quello che si possa dire dell’allenatore c’è sempre una società. Ho la fortuna di lavorare in una grande società che cerca di mettermi a disposizione tutto ciò che chiedo. Siamo uno staff unito, da Lotito il proprietario del club, Tare, Peruzzi, De Martino. Siamo tutti uniti. Io sono l’allenatore, ma penso che dietro un grande allenatore o un grande successo, debba esserci una grande società. Sono d’accordo sul fatto che possa costruirsi una grande cantera come succede all’estero. Il primo passo è che ogni squadra debba avere il proprio stadio. Farebbe crescere introiti, io penso che ogni società debba avere il proprio stadio, deve essere un punto di riferimento dei tifosi”.

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CHAMPIONS

“Sappiamo che abbiamo grandi corazzate contro di noi. All’epoca quando andammo in Champions c’erano state problematiche per le squadre un po’ più blasonate, ebbero penalizzazioni ed altro. L’anno scorso siamo entrati in Champions per la differenza reti con l’Inter. Non deve essere un’ossessione e non lo sarà mai. Sappiamo da dove siamo partiti e abbiamo dimostrato in questi anni che tutto nel calcio sia possibile. Noi dobbiamo guardare i nostri obiettivi, sono tre anni che arriviamo almeno in semifinale di Coppa Italia. l’anno scorso cavalcata in Europa League. Riusciamo sempre ad arrivare in fondo a tutte le competizioni. A febbraio abbiamo avuto tanti problemi fisici senza i quali probabilmente saremmo ancora in Europa League. Ma abbiamo ancora altre partite, ai nostri tifosi abbiamo dato molte gioie, erano anni che non si vinceva un derby con 3 gol di scarto. Undici partite, l’obiettivo era arrivare a marzo aprile con tutto in gioco. L’Atalanta molto insidiosa e Torino forte quest’anno. Le formazioni? Di volta in volta un allenatore deve poter scegliere quella che sembra più giusta per quella partita. Mancano undici partite di campionato più la semifinale di Coppa Italia, cercheremo di finire nel migliore dei modi”.

MAL DI GOL

“Ogni anno è diverso dall’altro, l’anno scorso siamo stati il primo attacco in Italia, davanti a Juventus, Napoli e tutte quante, il quarto in Europa. Quest’anno qualche problema in più a segnare, ma penso che dipenda da anno ad anno. Ho guardato anche a quello, i miei più stretti collaboratori sono Cecchi e Farris, io facevo l’attaccante, loro centrocampista e difensore. Da attaccante penso di poter dare buoni consigli agli attaccanti”.

ARBITRAGGI

“Il Var? Quello che dico è che probabilmente noi allenatori e addetti ai lavori ci dobbiamo abituar al Var.. Fermare il gioco toglie emozioni ai tifosi, allenatori e addetti ai lavori. Probabilmente c’è da migliorare, ma senz’altro può aiutare gli arbitri.  A patto che gli arbitri rimangano tali. Noi allenatori ci stiamo abituando, ai gol esultiamo meno, bisogna tenere un po’ a freno le emozioni che nel calcio sono tante. Essendo in Europa, avendo fatto più di 25 partite a livello europeo dico che siamo fortunati, in Italia classe arbitrale molto preparata”.

Cittaceleste.it

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