LA PAURA – Klose: “3° posto? Europa League per adesso”

LA PAURA – Klose: “3° posto? Europa League per adesso”

ROMA – Il sortilegio continua. La Lazio non riesce più ad avere ragione della Juve in campionato. Sono undici anni che la formazione biancoceleste non supera quella bianconera. Ci è riuscita in Coppa Italia, ma mai nelle gare di campionato. Un tabù che abbraccia l’intera gestione Lotito, visto che l’ultimo…

ROMA – Il sortilegio continua. La Lazio non riesce più ad avere ragione della Juve in campionato. Sono undici anni che la formazione biancoceleste non supera quella bianconera. Ci è riuscita in Coppa Italia, ma mai nelle gare di campionato. Un tabù che abbraccia l’intera gestione Lotito, visto che l’ultimo successo laziale sulla Juve è datato dicembre 2003, sei mesi prima dell’arrivo dell’attuale presidente. Che sperava di poter finalmente dare un dispiacere al «nemico» Agnelli. Niente da fare, invece. Ancora una volta il patron laziale ha dovuto abbassare la testa davanti al collega bianconero. La sconfitta di ieri fa il paio, tra l’altro, con quella ancora più cocente di quindici mesi fa in Supercoppa, sempre all’Olimpico. Allora finì 4-0, stavolta il passivo è stato solo un po’ meno pesante, ma pur sempre severo.

 

KLOSE REALISTA – Un k.o. così netto che non lascia spazio ad alcun tipo di recriminazione. E il primo ad ammetterlo è il giocatore di maggior prestigio della squadra di Pioli. «Pensavamo di far meglio, ma una sconfitta con la Juve ci può stare — ammette onestamente Miro Klose —. E’ stato molto peggio perdere ad Empoli, quella è una battuta d’arresto che non doveva assolutamente verificarsi. Contro la Juve non era facile. Ha elementi straordinari, come Pogba che è ormai è uno dei tre giocatori più forti della Serie A». La Lazio esce comunque ridimensionata. «Sapremo ripartire. Adesso però lasciamo stare il discorso del terzo posto, il nostro obiettivo almeno per il momento deve essere entrare tra le prime cinque per riuscire a tornare in Europa». Se la difesa continuerà a subire tanti gol non sarà facile. «Ma non servono nuovi giocatori, dobbiamo imparare tutti a difendere meglio». (Gazzetta)

 

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