La Lazio è avvisata «Sinisa è un amico. Ma guai a sfidarlo»

La Lazio è avvisata «Sinisa è un amico. Ma guai a sfidarlo»

Luca Marchegiani le chiama «incredibili coincidenze, segni del destino», e ha ragione: Sinisa Mihajlovic, che neanche un mese fa si dichiarava «laziale e pronto a tornare in Italia», torna in Italia e chi si ritrova subito contro? La Lazio non ha mai fatto pubblica ammissione di averlo cercato, ma se…

Luca Marchegiani le chiama «incredibili coincidenze, segni del destino», e ha ragione: Sinisa Mihajlovic, che neanche un mese fa si dichiarava «laziale e pronto a tornare in Italia», torna in Italia e chi si ritrova subito contro? La Lazio non ha mai fatto pubblica ammissione di averlo cercato, ma se le strade con Petkovic si fossero separate, quello del serbo sarebbe stato il nome in cima alla lista. «Non credo si emozionerà – dice Marchegiani, che con Mihajlovic ha giocato dal 1998 al 2003 –. Da calciatore le ha vissute tutte, quindi gli farà piacere trovare subito la Lazio, ma non sarà un condizionamento. Sono contento che sia tornato in Italia: se fossi un dirigente, ci punterei a occhi chiusi».

Identikit – Soprattutto per una personalità fuori dal comune, che tutti gli ex compagni gli riconoscono. «Grandissima, anche se non era un allenatore in campo come Mancini – ricorda Marchegiani –. È un tipo abbastanza introverso, ma nonostante questo era un leader, cosa che gli ha permesso di diventare allenatore in poco tempo. Non è uno che si fa spaventare dalla personalità dei giocatori o dalla gestione di un ambiente difficile. L’anno che sembrava dovesse andare alla Fiorentina e alla fine rimase alla Lazio, ebbe problemi con i tifosi che affrontò con un carisma incredibile, segno che il carattere lo tira fuori non solo quando l’ambiente è dalla sua parte. E lo stesso ha fatto da tecnico a Firenze. È un allenatore ancora giovane, e come tutti dovrà dimostrare quello che è capace di fare, ma dopo le esperienze opposte con Catania e Fiorentina, questo sarà un banco di prova in una società che lo lascerà lavorare, ma che ha dei problemi».

 

In bocca al lupo – Giuseppe Pancaro, amico e vicino di casa di Mihajlovic, è rimasto impressionato dalla conferenza stampa di ieri: «È motivatissimo, gli si legge negli occhi e si capisce dalle sue parole, credo che già questo abbia dato una scossa ai giocatori. Vive di calcio e ha già accumulato esperienza, sia quando in campo guidava i compagni che ne riconoscevano la personalità, sia in questi anni di panchina. Ha il carattere per gestire 25 giocatori, che appena saputo il nome di Mihajlovic avranno già capito che genere di persona è entrata nello spogliatoio».

Doppia veste – E tra gli ex laziali, c’è pure chi Mihajlovic lo ha avuto sia da compagno (alla Lazio) che da allenatore (a Bologna). «Sinisa non ti regala niente, se stai bene giochi altrimenti resti fuori – dice Cesar, che oggi allena gli Allievi Nazionali del Frosinone –. È sempre stato un “comandante” e non lascia trasparire emozioni, quindi domenica lo vedremo come se fosse una partita come le altre. Sono sicuro che saprà dare le giuste motivazioni e far rialzare la Sampdoria». Chi a Formello ancora se lo ricorda e continua a volergli bene, spera lo faccia da lunedì. (GdS)

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