TUTTO FATTO – Marchetti? Si pente e rinnova con la Lazio / FOTO

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Parla il portiere biancoceleste

MERCATO - La Roma si muove per Marchetti, il portiere frena

ROMA – Nessun volo, precipita anche Marchetti: respinge al centro un cross di Cerci, Bertolacci s’avventa e fa gol. La Lazio non era ancora mai andata in svantaggio all’Olimpico in questo campionato: “In casa abbiamo dimostrato d’essere una squadra che sa quello che vuole – assicurava il portiere prima del fischio d’inizio – e la partita di mercoledì a Bergamo ci ha aperto gli occhi”. Non l’avesse mai detto, Marchetti lì chiude e fa una figuraccia triplice. Nella ripresa crolla di nuovo su una punizione di Bonaventura: uscita a vuoto, Mexes lo anticipa di testa. Infine lo svenimento su una finta di Bacca. A 32anni, lui vecchio pallino del Milan, manco fosse quel sedicenne nell’altra porta: “Io all’età di Donnarumma giocavo negli Allievi Nazionali, quindi potrete capire le differenze. Va lasciato tranquillo, avrà un futuro importante”. E pensare che Federico ne ha un altro biancoceleste, praticamente già scritto, sino al 2019: l’agente Bozzo è a Roma per un rinnovo a 1,6 milioni concordato con Lotito e Tare. Per fortuna, meritato non certo ieri sera.

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All’una di notte il pentimento su Twitter e le scuse a tutti i tifosi: “Mi dispiace per la brutta prestazione, mi assumo tutte le responsabilità di questa sconfitta. Ora testa a giovedì e poi al derby! Dai ragazzi“. Un amuleto al Diavolo. Tredici reti delle diciotto biancocelesti incassate da Marchetti, che pure fra le mura di Roma sembrava imbattibile da 457’. Tutti contro Berisha, che aveva preso gol da Mancosu alla prima giornata, il 22 agosto col Bologna. Ora la porta della Lazio è la seconda (dietro il Carpi, 23 gol) più violata della Serie A. Mauricio, Gentiletti, ma stavolta di nuovo anche Basta e Lulic, non aiutano certo Federico. Che però ci mette parecchio del suo: “Purtroppo alcuni errori ci penalizzano. Non è un discorso di prestazione, dobbiamo lavorare su questo. Se vogliamo ambire ad alte posizioni non possiamo continuare così. Quando si gioca ogni tre giorni però non è facile, si deve lavorare sulla testa, cercando di recuperare energie mentali e nervose”. Bisogna ritrovare la rabbia. Pensando magari al derby, fissare tutta la settimana i ghigni di Bertolacci e Mexes, vecchi cuori giallorossi.

Cittaceleste.it

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