Le voci, Cordova: “Tornassi indietro non andrei mai alla Lazio”

Le voci, Cordova: “Tornassi indietro non andrei mai alla Lazio”

“Al derby ho sofferto tantissimo. C’erano anche le prese in giro dei miei ex compagni, è stata dura”

ROMA – Franco Cordova è intervenuto ai microfoni de el Guerin Sportivo: “Andare alla Lazio è l’unica cosa che non rifarei nella mia vita. Ci sono andato per colpa mia, sono stato trattato male dalla società e così decisi di andare dall’altra parte. Liedholm non mi fa giocare, nonostante io sia il capitano e il regista del club. La colpa era del presidente Anzalone, soffriva il fatto che io fossi il genero del suo predecessore. Mio suocero, Alvaro Marchini, me lo aveva detto che avrei sicuramente subito uno sgarro. Infatti Anzalone mi mise contro i tifosi. Nel derby decidono di mandarmi in campo. Io rifiutai, così mi mandarono a casa il giornalista Melidoni che mi convinse a giocare. Anche perché alla Roma tenevo. Vinciamo 1-0 e da quel giorno non esco più. Risaliamo la classifica, chiudiamo al terzo posto e mi chiamano pure in Nazionale. Quell’anno non potevano mandarmi via, l’anno dopo però sì. Anzalone voleva vendermi al Verona, io però rifiutai così lui minacciò di farmi smettere. Così decisi di andare alla Lazio. Un gesto infantile che però fu anche un segno di insofferenza verso un calcio finto. Al derby ho sofferto tantissimo. C’erano anche le prese in giro dei miei ex compagni, è stata dura. Sfortunatamente l’anno dopo feci anche un autogol, deviando un tiro dalla distanza. Fu la legge del contrappasso. Devo dire però che nei miei tre anni alla Lazio sono stato trattato meglio che alla Roma“. Ecco le ultime di mercato >>> CONTINUA A LEGGERE

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