Le voci, Di Matteo: “La Lazio fu contenta di cedermi al Chelsea”

Le voci, Di Matteo: “La Lazio fu contenta di cedermi al Chelsea”

“Che brutto quest’anno aver visto l’Olimpico vuoto al derby”

di matteo

ROMA – Ai microfoni di fourfoutwo.com, Di Matteo torna indietro nel tempo del derby della Capitale: “In questa stagione ho notato che al derby di Roma lo stadio non era pieno, questo mi ha sorpreso un po’. Di solito durante il match l’atmosfera all’Olimpico è incredibile. Quando giocavo era una delle mie partite preferite, perché lo stadio era pieno e entrambe le tifoserie coloravano gli spalti con le proprie bandiere. Fin dal mio primo giorno alla Lazio chiunque mi parlava di derby.Bastava vincere il derby perché andasse tutto bene. La mia è stata un’esperienza superficiale, suppongo, ma comunque meravigliosa. Ho giocato sei derby di Roma e vinto tre volte, pareggiato due e perso uno soltanto”.

ZEMAN – Sul rapporto col boemo, Di Matteo racconta: “Non è del tutto vero che avessi un pessimo rapporto con Zeman, era solo quello che dicevano i media. C’era un buon feeling. Certe volte discutevamo perché non eravamo d’accordo su alcune cose, ma è normale. Ho sempre rispettato le sue decisioni. Dopo tre felicissimi anni alla Lazio, ho pensato che per la mia carriera fosse meglio cambiare aria. Questa è la vera ragione, non l’allenatore. Dall’altra parte sicuramente il club è stato contento di ricevere un’offerta del genere dal Chelsea. Ci fu un piccolo numero di tifosi che rimase deluso dalla mia cessione. Non mi rovinarono la macchina, ma abbiamo avuto un confronto fuori da Formello. Non sono stati esattamente gentili devo dire. Ma quando ho spiegato loro le mie ragioni, tutto si è risolto per il meglio”.

GAZZA – Immancabile, in conclusione, un ricordo sulle ‘pazzie’ di Gazza: “Il comportamento di Gazza era insolito e divertente per l’ambiente laziale, ma si vedeva che alla lunga ci sarebbero potuti essere dei problemi. Era il classico ragazzo simpatico che faceva un sacco di scherzi: ti poteva capitare di metterti le scarpe e te le ritrovavi piene di schiuma da barba o di dentifricio. O magati dopo l’allenamento tornavi alla macchina e trovavi tutte e quattro le gomme a terra perché lui te le aveva sgonfiate. Era troppo divertente, non ti potevi arrabbiare con uno così. Quando è successo a me, io mi sono messo a ridere anche se ero incazzato. Gazza era un giocatore eccezionale, ha segnato alcuni gol spettacolari. Il suo italiano non era altrettanto eccezionale, però. Io ho provato a parlare un po’ con lui ma aveva un accento troppo forte. E’ il colmo è che non ci riuscivo neanche in inglese, è pazzesco!”.

Cittaceleste.it

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