LE VOCI – Fiore a LSR: “Inzaghi metodico”

LE VOCI – Fiore a LSR: “Inzaghi metodico”

Fiore parla alla radio ufficiale

fiore

Stefano Fiore, ex centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM: “In quegli anni mi portava bene, riuscivo spesso a far male alla Juve, ho tanti bei ricordi! La Juventus è l’avversario peggiore che potesse capitare alla Lazio, non si parte mai battuti, i biancocelesti hanno provato a fare la partita ma la squadra di Allegri non ha rivali. Dopo la sconfitta di Sassuolo ha fatto qualcosa di straordinario. Non vedo in Italia chi possa avvicinare la Juve, potenzialmente questo gap si potrebbe ulteriormente allargare. La Juve ha avuto la grande fortuna di andare in Serie B dieci anni fa. Nella serie cadetta hanno tenuto l’anima della squadra, puntando sul settore giovanile. Da questa esperienza hanno continuato questa fase di rinnovamento costante. Credo che quest’anno hanno toccato l’apice, hanno sempre guardato avanti, è una società che ha dimostrato con i fatti di essere un passo avanti con un rinnovamento continuo. Inzaghi ha avuto un buon impatto, al di là dei risultati e della sconfitta contro la Juve che ci poteva stare. È un momento particolare e giudicarlo come allenatore è difficile. Da quel poco che ho visto a me piace perché si sta dimostrando di essere intelligente, ha capito la situazione e si è calato molto bene nella realtà della squadra. Inoltre ha messo qualcosa di suo all’interno e qualche risultato si è visto. È presto per giudicarlo in maniera globale, non è facile fare il salto dal settore giovanile alla prima squadra ma Simone ha dato un segnale importante con quello che sta facendo, è entrato nella maniera giusta soprattutto a livello mentale, cercando di motivare una squadra che aveva perso stimoli e regalare un finale di stagione degno, la Lazio ha il dovere e le possibilità tecniche e morali per finire in un determinato modo questo campionato. Simone è un grande conoscitore di calcio a tutti i livelli e gli tornerà utile per la sua carriera da allenatore. Non trascura niente, anche quando giocavamo sapeva le caratteristiche dei nostri avversari, pregi e difetti, spesso ci si scherzava su. A tavola o durante le riunioni dava nozioni a tutti, questa dote fa capire quanta passione ci metteva e ci mette, non tralascia nulla è attento a tutti i minimi particolari”.

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