LE VOCI – Gregucci: “La Lazio può arrivare ai quarti d’Europa League”

LE VOCI – Gregucci: “La Lazio può arrivare ai quarti d’Europa League”

L’ex difensore biancoceleste ed attuale tecnico dell’Alessandria, è intervenuto in collegamento ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM

Gregucci

ROMA –  Angelo Gregucci, ex difensore biancoceleste ed attuale tecnico dell’Alessandria, è intervenuto in collegamento ai microfoni di Lazio Style Radio: “La Lazio deve puntare molto sul percorso europeo, ha avuto un buon sorteggio, superare questo turno restituirebbe tanta autostima. In campionato si singhiozza, con i giovani si fa un passo avanti ed uno indietro, qualcuno ha interrotto il percorso di crescita esponenziale che aveva intrapreso lo scorso anno.

GIOVANI – Su Felipe Anderson: “E0 un ragazzo che va stimolato, al di là del fatto che l’avversario lo conosce, quest’anno non gioca un calcio allegro e spumeggiante. Il numero 10 biancoceleste avrebbe bisogno di intraprendenza, è giovane e sa giocare a calcio. I giovani di oggi si esaltan” e vanno in depressione nel giro una settimana. Contro il Torino, l’assetto tattico con due punte ed il trequartista è stato fatto per mettere in difficoltà la difesa granata che non sta facendo benissimo, è stato solo un motivo tattico. Al di là dell’aspetto tattico è la proposta e l’atteggiamento che va migliorato. L’ingresso di Milinkovic ha portato peso specifico e quello di Keita ha fatto differenza. A Roma non è facile giocare a calcio però sono giovani e dovrebbero prendere di più l’iniziativa perché hanno qualità tecnica”.

DIFFERENZE – Sulla differenza rispetto alla scorsa stagione: “Sta nell’umore con cui si scende in campo, l’anno scorso la Lazio era una squadra che aveva molta fiducia e tante iniziative, anche audaci, risultavano vincente. Ora bisogna guardare il cammino Europeo che potrebbe cambiare il volto della stagione.  Sui cambi a Torino: “Al di là del messaggio che ha voluto mandare Pioli alla squadra effettuando i cambi al 40’ del primo tempo, Stefano è un allenatore meritocratico, nelle sue scelte inserisce tante componenti, dal lavoro settimanale a dei parametri molto precisi. È un tecnico bravo, un grande professionista molto equilibrio, ha un ottimo staff di lavoro, nel corollario di lavoro mette tante componenti come la partecipazione ed il senso di rappresentanza che un giocatore mette in campo. Le squadre di calcio devono andare oltre, i giocatori devono capire che rappresentano la maglia che indossano, ogni squadra si caratterizza per qualcosa e devono sapere cosa stanno rappresentando in quel momento. In Europa gli avversari sono meno attenti alla tattica, lo Sparta Praga si difende bene, tende a segnare molto in trasferta, è un avversario diverso da quelli affrontati sino ad ora. È una squadra composta da giovani, e sa interpretare il calcio moderno. La Lazio deve far pesare la qualità tecnica. L’atteggiamento dovrà essere quello giusto, ci sarà da correre, non è una partita facile e va letta in 180 minuti. Una sciocchezza può costare caro, i biancocelesti dovranno avere comportamenti ineccepibili. Lo Sparta Praga è alla portata ma si deve avere la consapevolezza che tutte le letture non devono essere sbagliate, dall’atteggiamento ad il comportamento sotto il profilo disciplinare, non ci si può esporre ad un rischio che possa compromettere la qualificazione. Se hai tante partite come la Lazio, devi lavorare sulla letteratura difensiva nel ritiro perché nelle settimane non si ha la possibilità. Quando si hanno le settimane pulite invece bisogna ripassare i principi difensivi, sotto l’aspetto tattico è fondamentale la ricerca degli interpreti. Noi quest’anno abbiamo avuto una perdita grave come de Vrij, un calciatore che sa leggere magnificamente con anticipo le situazione”.

Cittaceleste.it

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