LE VOCI – Il Mental Coach Corapi: “I giocatori della Lazio si stanno impegnando”

LE VOCI – Il Mental Coach Corapi: “I giocatori della Lazio si stanno impegnando”

LE VOCI – Il Mental Coach Corapi: “I giocatori della Lazio si stanno impegnando”

LE VOCI - Il Mental Coach Corapi:

La Lazio dovrà sfruttare la sosta del campionato per ritrovare se stessa e quelle motivazioni che sembrano perdute. Il Dott. Sandro Corapi – Mental Coach della SS Lazio ai tempi della gestione Petkovic – in diretta su Radio Incontro Olympia, analizza il momento attuale spiegando l’importanza dell aspetto mentale: “Io sento troppe chiacchiere e troppe parole intorno alla Lazio. Per ritornare alle prestazioni dello scorso anno l’ambiente deve stare vicino alla squadra, ai giocatori e alla società. Troppe critiche, forse qualcuno si è già dimentica della scorsa stagione, questo non significa amare la Lazio. Se l’ambiente si ricompatterà, la Lazio potrà riprendersi. Meno critiche e più tifo, c’è bisogno di fiducia. Conosco molti giocatori della Lazio, voglio fare un appello a tutti, non mettete in dubbio l’impegno di questa squadra. Infortuni e qualche difficoltà stanno complicando il duro lavoro intrapreso da questa squadra ma vi assicuro che l’impegno c’è ed è massimo. Dopo un’annata positiva per mantenere alta la tensione e confermare le prestazioni, un allenatore deve lavorare sui punti di forza, lavorare sulle aree di miglioramento e parlare con la squadra per cambiare i programmi. Poi è fondamentale avere delle figure carismatiche all’interno della squadra. Una personalità spiccata è un punto di riferimento per la squadra e trascina tutto il gruppo. Tutti si sentono protetti e hanno un punto di riferimento. Lo stiamo vedendo anche nella Juventus, Pirlo e Tevez erano due leader, non è semplice sostituirli ci vorrà del tempo. La prestazione sportiva è la logica conseguenza di un percorso. Io ho seguito la Lazio nella gestione Petkovic, iniziai un mese prima della storica finale contro la Roma. Quello che ha in testa un atleta lo sa solo lui, spesso le cose che dice non le pensa. Quello che succede è a conoscenza solo dell’atleta e del mister. Spesso piccoli episodi incidono sulle delusioni di un calciatore, però sono professionisti. Spesso una sconfitta dovrebbe scatenare una reazione, mentre una vittoria può indurre a rilassarsi. La Lazio è una grande squadre e sono convinto che avrà analizzato le sue prestazioni e potrà ripartire. Il Mental Coach interviene sulla capacità di concentrazione e la prestazione, partendo dall allenamento settimanale. Si cerca di liberare la mente per permettere una maggiore concentrazione. L’errore è pensare al passato, si generano energie depotenzianti. Sul passato non si può intervenire sul futuro si. Così si creano pensieri positivi e si rigenerano energie. Questo permette di creare stimoli per un nuovo obiettivo. E’determinante allenare il pensiero. Un minimo stress ci deve essere per aumentare il livello della prestazione, nel momento in cui si esagera diventa negativo diminuendo la prestazione. La figura del Mental Coach nei paesi anglosassoni è molto importante perchè interviene in un ambito dove nessun altro può operare. Il Mental Coach non è un motivatore, crea le condizioni idonee per far trovare le motivazioni ad un atleta. La cosa importante è che la figura del Mental Coach sia accettata dalla società, dal mister e dalla squadra. In Italia c’è ancora molta ignoranza su questa materia. Attualmente sto seguendo degli atleti che dopo due mesi da un intervento al crociato sono pronti per rientrare in campo. Non parlo solo del calcio, tutto il nostro sport ha bisogno di un rinnovamento. Bisogna capire che la mente è centrale. Molti procuratori si rivolgono a me per assistere i loro assistiti. Petkovic aveva capito l’importanza della figura del Mental Coach già in svizzera dove era inserito a livello strutturato nello staff. Ancelotti diversi anni fa fu un precursore al Milan con la figura del Mental Coach. Dopo una serie di sconfitte bisogna dare una scossa e spesso ci rimette l’allenatore. Questo genera nuovi stimoli, cambia allenamento, cambia comunicazione nei confronti del gruppo e questo crea una scossa. L’elemento fondamentale è la fiducia, dei compagni e del mister. Se un atleta non sente la fiducia ne risente la prestazione”

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